Parma e Lazio giocano da grandi, ed è show

Taddei su Ronaldo: «Da brasiliano lo capisco, è normale con le qualità che ha, fare quelle giocate»

Tutto è sembrata, tranne una sfida fra chi è in crisi. Parma e Lazio chiudono sul 2-2 una partita a tratti perfino esaltante e regalano alla platea del Tardini un pomeriggio di pathos agonistico degno d’una sfida d’alta quota. Merito di tecnici che conoscono profondamente il football come Cuper e Rossi, e di uomini che applicano le regole in campo aggiungendo quel briciolo di verve utile sempre per creare lo spettacolo.
Scese in campo con schemi incrociati ma non speculari (4-4-2 per i ducali con il duo Corradi-Budan di punta e Reginaldo-Gasbarroni esterni; 4-3-3 dall’altra parte, con Pandev-Bianchi-Rocchi nel tridente offensivo e Kolarov sull’out mancino della retroguardia), Parma e Lazio si sono affrontate a viso aperto dando perfino l’impressione di non avere obiettivi da raggiungere. Invece nella mente dei laziali c’è ancora il sogno Uefa (come ha sottolineato il presidentissimo Lotito a fine gara), mentre l’undici emiliano cerca pure quest’anno la salvezza, difficile da raggiungere esattamente come quella ottenuta 12 mesi fa. Di quanto è accaduto dalle 15 alle 15 e un quarto, bisogna poi scrivere, ovvero dello sciopero della curva del Parma, in silenzio per ricordare Matteo Bagnaresi, morto una settimana fa. Un quarto d’ora di silenzio assoluto, poi il lungo applauso, condiviso con i biancocelesti che piangono ancora Gabriele Sandri, deceduto in circostanze simili. E a tal proposito va ricordato pure lo striscione dei tifosi della Sampdoria, gemellati con i ducali: «Parma ha perso un figlio, Genova un fratello... ciao Bagna», questo il testo scritto ed esposto una sciarpa doriana sulle gradinate dello stadio parmense. «È stata una partita condita da molti errori da entrambe le parti», ha analizzato al 90’ Delio Rossi. Che poi ha aggiunto: «Si sono affrontate due squadre molto aperte. Penso che la Lazio abbia fatto cose importanti, ma abbiamo anche sofferto il primo caldo e molti giocatori giocavano dopo molto tempo».
Il tecnico si è poi soffermato su Muslera, di nuovo fra i pali della porta laziale: «Ha sofferto le palle alte». Inutile farlo parlare del rinnovo contrattuale («Chiedete a Lotito»), mentre sull’argomento è intervenuto proprio Lotito, pronto a chiedere «la propria parte» ai suoi dipendenti. Chiaro ed esplicito il Lotito-pensiero: «Nessuno deve dare per scontato nulla, la società ha fatto la sua parte, l’ha dimostrato sia con gli investimenti che con il rispetto dell’operato di tutti, e pretende che gli artefici di questo campionato facciano la loro parte, cioè portino a casa risultati e obiettivi» «Perché - ha poi aggiunto - noi dobbiamo ancora assicurarci la salvezza, poi c’è la possibilità aritmetica, qualora ci fossero defaillance di chi ci sta davanti, di raggiungere l’obiettivo europeo e infine c’è la Coppa Italia. L’obiettivo di ognuno deve essere quello di fare compiere alla società la scelta della riconferma». Chiaro, no? In ogni caso i due s’incontreranno in settimana e, anche se da un po’ di tempo a questa parte non è mai possibile ipotizzare il futuro di casa-Lazio, è luogo comune pensare che le parti troveranno un accordo.