Parma, il parco resti dedicato a Falcone: i Vianello capiranno

Che errore quel cambio di nome: così si declassa la memoria di due servitori dello Stato e si offendono tutti gli italiani

Onore e gloria a Sandra Mondaini e Raimondo Vianello, certo. Fu una coppia amabile che ha rallegrato gli italiani per decenni (e che per decenni ancora ci rallegrerà, grazie alle registrazioni televisive), piccolo monumento alla coppia italiana media, con la sua quieta litigiosità sulle piccole cose del vivere quotidiano e i dolci, rassicuranti stereotipi della moglie e del marito, con i loro tic e le loro baruffe sul nulla.

Di certo è una bella idea dare il loro nome a un parco cittadino di Parma, di per sé luogo di allegria, ritrovo familiare, amabile sito dove discutere – complici alberi ombrosi e panchine placide – fra mogli e mariti, nipoti e nonni, fidanzati e tifosi finalmente in pausa dal Bar dello Sport. Bene avrebbe fatto, dunque, il sindaco di Parma a intitolare alla pregevole coppia recentemente scomparsa un parco della città, se il parco non avesse avuto già il nome di due cittadini diversamente illustri.

Forse ha addirittura più ragione lui, il sindaco Pietro Vignali, del suo predecessore che quello stesso parco intitolò a Falcone e Borsellino. Perché non è simpatico, non è allegro andare in un luogo di gioia e di rilassamento dovendo pensare ai fatti che i nomi dei due giudici ricordano: la mafia, la guerra alla mafia, le stragi di mafia e – soprattutto – i due diversi attentati che costarono la vita ai magistrati Falcone e Borsellino, e purtroppo non a loro soltanto.
A me, e non credo di essere il solo, fa un po’ impressione (triste e cupa) ogni volte che atterro o decollo all’aeroporto di Palermo. Subito la mente va a immagini di sangue, a automobili, strade e autostrade sventrate, alle lacrime dei familiari, ai funerali di Stato, alle celebrazioni annuali, che ricordano una guerra mai vinta del tutto e ancora in corso.

Detto tutto questo, però Pietro Vignali ha sbagliato – almeno settanta volte sette – cambiando il nome al parco. Perché si tratta di una decisione che agli occhi dell’opinione pubblica, specialmente per i suoi concittadini, può avere un solo significato: un declassamento della memoria di due servitori dello Stato (ovvero nostri), che fino a prova contraria sono morti per difenderci dalla criminalità organizzata. La quale li ha uccisi perché li temeva, perché erano di ingombro ai suoi progetti di gestione della malavita, di sostituire le leggi dello Stato con le proprie leggi non scritte di violenza e sopraffazione.
Falcone e Borsellino sono due eroi del nostro vivere civile, un esempio e un incitamento a vivere nel modo giusto le comunità che si chiamano popolo, nazione, Stato. Sandra e Raimondo sono due amici che ci hanno indicato la strada del vivere lieto e leggero. Attività nobilissima e benefica ma che non ha, e non può avere, lo stesso peso dell’altra. Soprattutto non può sostituirsi all’altra, come la decisione del sindaco di Parma sembra indicare.

Sia bravo, sindaco Vignali, ci ripensi. Non costringa tutti i parmensi e tutti gli italiani a dover dare ragione al «Popolo Viola», che giustamente ha definito la sua scelta «Indigeribile e inaccettabile».
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