Il Parma Real si allena copiando i bolidi di F1

I tecnici emiliani hanno introdotto la telemetrìa nel calcio. Possibile monitorare fino a 25 giocatori in gara

Andrea Fanì

Luglio 1981. Silverstone, Gp di Gran Bretagna, arriva la Brabham-Bmw. «Quella macchina – racconta l’ingegnere Enrico Benzing, icona della F1 – cambia la storia delle corse. È il primo veicolo tenuto sotto controllo dai tecnici al box grazie a un sistema elettronico. La telemetria».
Da quel momento il tecnico di turno, metti Jean Todt in Ferrari, controlla temperature, pressioni, velocità e decine di altri parametri dell’auto durante la corsa. E dice: così ok, così no. Così vinciamo, così ci fermiamo fra tre giri esatti.
Oggi la telemetria è sempre più usata nel calcio. Tanto che è ora possibile, per un allenatore, monitorare lo stato di salute dei propri giocatori in tempo reale. Il Parma, appena acquistato dall’ex presidente del Real Madrid, Lorenzo Sanz, è una delle prime società a «copiare» il sistema di Formula 1. Vincenzo Pincolini, preparatore atletico gialloblù: «Con i tradizionali cardiofrequenzimetri ogni atleta può controllare lo sforzo tramite una specie di orologio da polso. Il nuovo sistema, invece, permette la trasmissione e l’analisi immediata dei dati fisiologici di tutti i giocatori in campo, durante l’azione, a un computer centrale». Nuova rivoluzione. Questa «telemetria di gruppo» è stata sperimentata anche in partita, il 20 luglio scorso, contro il Sestola.
In breve: ogni atleta ha un minitrasmettitore sulla schiena che invia i dati a una centralina collegata al pc, a bordo campo. L’allenatore o il medico della squadra può rendersi conto in tempo reale dello stato di affaticamento, dello sforzo prodotto, delle necessità (riposo, aumento del ritmo) di ogni calciatore. Ancora Pincolini: «Ci consente di preparare ogni atleta con maggiore precisione, personalizzando ancora di più le tabelle di lavoro». Massimo Manara, medico del Parma: «La telemetria di gruppo consente di monitorare fino a 25 giocatori. Posso notare subito stati di affaticamento, al di là delle sensazioni dell’atleta, che pure vanno considerate». Dal punto di vista medico è un passo avanti verso un maggiore controllo della salute dei calciatori, e della prevenzione di infortuni da sovraccarico di lavoro.
L’apparecchiatura è prodotta dalla Polar Italia, in collaborazione con un polo scientifico di Pisa. Katia Cremonini, responsabile marketing dell’azienda: «Si tratta dell’evoluzione d’un sistema di “telemetria lunga”, a cui lavoriamo da diversi anni, che ha un raggio d’azione di 200 metri. La sperimentazione del Parma ci aiuta a migliorare il sistema, che consente l’elaborazione in tempo reale di una serie di dati per 25 atleti». Da settembre sarà in commercio. Telemetria. A portata di tutti.