Parmalat, in 33mila fanno causa alle banche

È partita con la richiesta di costituzione delle parti civili l’udienza preliminare del processo contro tre banche accusate di concorso nella bancarotta fraudolenta Parmalat. Tra i fatti contestati quelli che riguardano la collocazione di bond del 2003

Parma - È partita con la richiesta di costituzione delle parti civili l’udienza preliminare del processo contro le prime tre banche accusate di concorso nella bancarotta fraudolenta Parmalat. Quindici gli imputati, tutti manager ed ex manager di Ubs, Morgan Stanley e Deutsche Bank, 33mila i risparmiatori che hanno chiesto di potersi costituire parte civile nel processo attraverso lo studio milanese dell’avvocato Carlo Federico Grosso: la maggior parte dei risparmiatori 30mila circa sono rappresentati da questo studio, e attraverso l’associazione Adusbef rappresentata dall’avvocato Antonio Tanza di Lecce. Ha chiesto anche la costituzione di parte civile la nuova Parmalat di Enrico Bondi, rappresentata dall’avvocato Marco De Luca, contro Ubs e Deutsche Bank, ma non contro la banca d’affari statunitense Morgan Stanley. Il Gip Maria Cristina Sarli ha rinviato il procedimento al 14 gennaio.

Tra i fatti contestati ai tre istituti di credito quelli che riguardano la collocazione di Bond del 2003. È stato rinviato invece all’11 gennaio il procedimento contro Donatella Alinovi, la moglie di Fausto Tonna, ex direttore finanziario di Parmalat, accusata di riciclaggio. La donna è rappresentata dall’avvocato Concetta Miucci del Foro di Milano. La Parmalat ha chiesto i termini per costituirsi parte civile nei suoi confronti.