Parmalat: accordi Usa più vicini, corre il titolo

In Borsa +5%. Sospese le udienze contro Bank of America e revisori per cercare un’intesa

da Milano

L’ipotesi di accordi extragiudiziali sulle cause in corso negli Usa fa volare Parmalat in Borsa. Il titolo della società guidata da Enrico Bondi ha ieri fatto segnare un incremento del 4,82% raggiungendo quota 3,043 euro, a un passo dal record fatto segnare a ridosso della quotazione nell’ottobre del 2005 (3,175). A far scattare gli acquisti due notizie arrivate tra la notte e la prima mattinata. La prima riguarda un accordo raggiunto da due banche, Bnl e Credit Suisse, coinvolte in altrettante class action (cause collettive) negli Usa per i loro affari con l’azienda a suo tempo guidata da Calisto Tanzi. Bnl e Credit Suisse se la caveranno pagando agli investitori 25 milioni ciascuna e rafforzando i controlli sulla corporate governance.
Nulla che riguardi direttamente Collecchio, ma la decisione ha finito con il rafforzare l’effetto psicologico della seconda notizia, in arrivo da New York: il giudice Kaplan, a cui sono affidati i processi avviati da Bondi contro Bank of America e i revisori di Deloitte e Grant Thornton (non quello contro Citigroup che sarà discusso in New Jersey), ha riunito separatamente le parti in camera di consiglio e le ha invitate a raggiungere una transazione, sospendendo le udienze fino a gennaio. Nessuno si è opposto, dichiarando l’ipotesi impraticabile (eventualità prevista dalla legge Usa). Il che, con tutta probabilità, significa che a un accordo si sta quanto meno tentando di arrivare. Immediata dunque la reazione della Borsa che spera in incassi ravvicinati (sia pure in misura ridotta rispetto ai 10 miliardi chiesti da Bondi negli Usa) e ha portato la capitalizzazione della società italiana a sfiorare i 5 miliardi.
Quanti di questi siano da attribuire al valore del core business e quanti alle somme che si sperano di incassare è materia di discussione per gli analisti. La terza trimestrale ha mostrato segnali incoraggianti e l’ultimo studio, di pochi giorni fa, di Lehman Brothers, attribuisce un valore molto alto alle attività industriali e una valutazione di poche centinaia di milioni relativa ai possibili proventi dalle cause. Lehman Brothers è del resto la dimostrazione di quanto sensibile sia il mercato alla possibilità di transazioni. Un improvvida lettera di un suo analista che faceva riferimento ad accordi con Intesa e Sanpaolo, poi smentiti, provocò qualche giorno fa un mezzo terremoto in Borsa.
Intanto, per quanto riguarda il fronte giudiziario italiano, dopo il lungo preambolo sulle ammissioni delle parti civili domani entra oggi nel vivo a Parma, il processo per il crac: il giudice per l'udienza preliminare esaminerà con le parti la possibilità di riunificare i vari filoni del procedimento che riguardano Collecchio.