Parmalat, accordo negli Usa con Deloitte

I revisori pagheranno 149 milioni di dollari Ancora aperte le cause contro Grant e le banche

da Milano

Pace fatta negli Usa tra Parmalat e Deloitte. La società di revisione pagherà al gruppo guidato da Enrico Bondi 149 milioni di dollari (circa 115 milioni di euro). In compenso la società italiana rinuncia all’azione promossa negli Stati Uniti contro Deloitte e Dianthus (la ex Deloitte italiana). La transazione, che è ancora soggetta al via libera formale dei giudici Usa, chiude una delle cause avviate da Parmalat di fronte ai tribunali americani. Ancora aperti sono i procedimenti contro gli altri revisori, Grant & Thornton, e contro due banche, Citigroup e Bank of America. A tutti Bondi aveva chiesto una somma complessiva pari a 10 miliardi di euro. La controversia con Deloitte era apparsa già nei giorni scorsi sulla strada della soluzione dopo che il magistrato di New York Kaplan, che segue tre dei quattro procedimenti, aveva deliberato una sospensione delle udienze per cercare una soluzione transattiva. Non ci sono, invece, indicazioni di soluzioni a breve per le altre vicende.
Deloitte non chiude comunque le sue vicende giudiziarie legate a Parmalat visto che è ancora chiamata a difendersi dalle accuse dei risparmiatori nei processi italiani a Parma e Milano. Quanto a Parmalat l’accordo viene dopo quello di dicembre con Bnl (per un importo di 112 milioni) che aveva seguito quelli con Bpi, Morgan Stanley e Nextra. L’annuncio della transazione è arrivato nel tardo pomeriggio, a Borsa ormai chiusa. Il titolo (protagonista da fine ottobre di una crescita di oltre il 20%) aveva chiuso la giornata con una perdita del 2,12 per cento, per rimbalzare nel mercato serale guadagnando il 2,7%. In giornata le quotazioni erano state forse influenzate dalle indiscrezioni sulla vendita del Parma Calcio: tra le 9 offerte ricevute solo 3 o al massimo 5 rispetterebbero i requisiti previsti.