Parmalat Fondi: dopo Bondi? Va bene ancora un italiano

La Parmalat del dopo-Bondi parlerà ancora italiano e sarà affidata a un manager del comparto ritenuto «di grande spessore». Il risanatore aretino non verrà invece riproposto dalla lista dei fondi esteri, neppure come possibile presidente «di transizione», come ventilato da qualcuno nelle scorse settimane. Va avanti all’insegna della piena discontinuità la partita su Parmalat dei fondi Mackenzie, Skagen e Zenit, assistiti da Lazard, per presentare una lista forte del 15,3% dei voti all’assemblea di aprile. Secondo fonti qualificate, i tre fondi, sulla cui lista dovrebbero confluire anche i voti di altri istituzionali esteri, avrebbero già individuato il manager che verrà chiamato a fare da ad di Parmalat dopo l’uscita di Bondi, anche se gli accordi sarebbero ancora in via di perfezionamento.