Parmalat, mano tesa di Deloitte

da Milano

La Borsa ha salutato con favore la transazione tra Parmalat (più 2,22% a 2,62 euro) e Intesa Sanpaolo, con l’incasso di oltre 400 milioni da parte del gruppo di Collecchio, annunciata poco prima di Natale. Un accordo che secondo gli analisti di Cheuvreux «impatta in modo estremamente positivo sui fondamentali», e potrà consentire la distribuzione di un ulteriore dividendo da 0,1 euro per azione. Cheuvreux ha confermato la valutazione «outperform» sul titolo Parmalat con obiettivo di prezzo pari a 3,25 euro per azione. Sale così a 579 milioni quanto pagato dal gruppo bancario per le transazioni con Parmalat, tenendo conto anche dei 160 milioni corrisposti da Nextra prima della quotazione in Borsa della Nuova Parmalat nell’ottobre del 2005. Forti gli scambi, nonostante il clima festivo. Globalmente il gruppo di Collecchio ha recuperato finora 1,2 miliardi, ma le cause di risarcimento a quattro anni dal crac da 13,5 miliardi sono ancora numerose e coinvolgono istituti come Bank of America e Citigroup.
Intanto, secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore, Deloitte & Touche ha avanzato una nuova proposta di risarcimento riservata ai 40mila detentori di obbligazioni Parmalat con l’introduzione di fasce definite in base alle somme investite. Deloitte, scrive il Sole, ha «alzato la posta» liberando l’offerta «da vincoli giudiziari, come i patteggiamenti della precedente transazione. Nessuna mediazione dei magistrati nel nuovo accordo stragiudiziale, definito direttamente con i legali delle parti civili».
In dettaglio, la proposta di Deloitte va da un minimo del 6% per chi ha impiegato fino a 10mila euro, per passare al 4,85% per gli investimenti tra i 10mila e i 20mila, al 3,75% tra i 20mila e i 50mila. Per le fasce di investimento più elevate l’aliquota è dell’1,55% fino ai 100mila euro, dello 0,80% fino ai 450mila euro e dello 0,40% per gli importi superiori.