Parmalat, possibile cordata italiana, ma Granarolo non ha liquidità

Lactalis raggiunge il 29% del capitale dell'azienda di Collecchio. Si spera nel salvataggio da parte di un'impresa italiana, ma il patron di Granarolo non riesce a comprare azioni

Lactalis alla fine ce l'ha fatta e ha ora il 29% di Parmalat. I fondi esteri, Zenit Asset Management Ab, Skagen Ss e Mackenzie Financial Corporation, infatti cederanno le loro quote nell'azienda italiana al prezzo di 2,80 euro per azione. Complessivamente i fondi possedevano il 15,3% del capitale del gruppo di Collecchio.

L'accordo In una nota, si legge che l'operazione "verrà eseguita in data odierna nei più brevi tempi tecnici necessari e l’esecuzione potrà avvenire mediante acquisti effettuati direttamente dal Gruppo Lactalis e/o nell’ambito di contratti di equity swap. Il numero esatto di azioni Parmalat acquistate direttamente dal Gruppo Lactalis e di quelle acquistate dalle controparti dei contratti di equity swap verrà comunicato non appena disponibile. A seguito dell’operazione il Gruppo Lactalis deterrà una partecipazione diretta ed una partecipazione potenziale che, sommate fra loro, rappresenteranno
complessivamente circa il 29% del capitale sociale di Parmalat".

La cordata italiana Nel pomeriggio spunta l'ipotesi di una cordata italiana che salvi Parmalat. "Speriamo che non sia ancora troppo tardi" ha affermato il presidente di Granarolo, Gianpiero Calzolari, che però ammette di non avere liquidità e di non poter comprare azioni della concorrente. Calzolari ha spiegato infatti che "i nostri soci sono allevatori e non possiamo mettere risorse" in Parmalat. Però osserva: "Bisogna vedere se le banche da una parte e il governo dall’altra possono ancora fare qualcosa. Non escludo che nei prossimi giorni ci saranno incontri tra la banca (Intesa Sanpaolo) e il governo".