Parmalat, via al processo. Manca Tanzi

A quattro anni dal fallimento sul banco degli imputati il patron Callisto Tanzi e altre 56 persone. Più di 100 gli avvocati presenti
in aula, 33.500 i testimoni. Ma l'ex numero uno non c'è. Udienza rinviata al 6 maggio

Parma - È iniziato questa mattina presso il tribunale di Parma il maxi-processo per la vicenda Parmalat, il più grande crac finanziario degli ultimi decenni che vede imputate 56 persone, tra le quali l’allora patron della Parmalat Calisto Tanzi, assente stamane in aula.

Una schiera di cento avvocati Nell’aula, alle 9,45, sono entrati i magistrati chiamati a giudicare: il presidente del tribunale Eleonora Fiengo con i due giudici a latere Alessandro Conti e Marco Vittoria. La procura è al completo con il procuratore capo Gerardo Laguardia e con i tre pm Vincenzo Picciotti (che segue la vicenda dal gennaio 2004), Lucia Russo e Paola Reggiani. Più di 100 gli avvocati presenti in aula, mentre gli imputati sono tre e quattro e tutti di rilievo minore. Ci sono anche alcuni dei truffati, tra i quali l’onnipresente trevigiano Andra Cogo, arrivato in bicicletta. Saranno 33.500 i testimoni di questa maxi-causa.

Cinque procedimenti collegati L’orientamento emerso da queste prime battute del processo è quello di procedere per ora alla tratazione del principale dei cinque procedimenti collegati. Gli altri quattro sono stati già rinviati. I difensori di Tanzi - Biancolelli, Sgubi e Belloni - chiedono però la unificazione perché "solo un processo unitario può riportare a galla la vera storia". "È inutile replicare la stessa vicenda in tanti processi. Nessuno - hanno aggiunto i legali prima di entrare in aula - dice che Tanzi è una vittima. E' un protagonista di questa vicenda, si è assunto le sue responsabilità ma vuole che siano giudicate correttamente. Se ci sono altre responsabilità, vanno accertate". A chi obietta che il tentativo della difesa è quello di dilatare i tempi del processo, gli avvocati replicano che "la prescrizione è di 22 anni e dunque la nostra non è una tattica dilatoria". L’avvocato della Parmalat Marco De Luca, dal canto suo, ha osservato: "Ci aspettiamo un risarcimento", ricordando che i creditori hanno già avuto soddisfazione da quanto fatto dalla nuova Parmalat di Bondi e che i risparmiatori hanno già avuto il 30. 40 e in alcuni casi anche il 50% di quanto investito. A rappresentare molti risparmiatori l’avvocato Carlo Federico Grosso, il quale ha osservato che i tempi si annunciano lunghi: "Speriamo in alcune transazioni. Arrivare a una sentenza è un conto, prendere soldi un altro".

Udienza rinviata Il collegio giudicante, dopo circa mezz’ora di camera di consiglio, ha deciso di rinviare l’udienza alla data del 6 maggio ed a quella del successivo 13 giugno per sciogliere la riserva sulla questione della riunificazione dei vari filoni del processo. Il procuratore Laguardia ha espresso riserve su un rinvio così lungo. La pubblica accusa avrebbe preferito che la questione della riunificazione venisse risolta al più presto. Bisogna però ricordare che il presidente del collegio, Eleonora Fiengo, sta attualmente presiedendo altri due processi particolarmente delicati: quello per il rapimento e l’omicidio del piccolo Tommaso Onofri, il bimbo sequestrato e ucciso a Parma il 2 marzo del 2006; e quello sul duplice omicidio commesso nel marzo del 2006 dal 22enne Stefano Rossi.