Parmalat, la procura di Milano apre inchiesta

Aperto un fascicolo a carico di ignoti per la situazione del titolo a febbraio. L'ipotesi di reato è di aggiottaggio. Qualche giorno fa il gruppo francese Lactalis ha ottenuto il 29% in Parmalat, ma si difende: "Abbiamo operato correttamente". L'ad Enrico Bondi è stato sentito come persona informata sui fatti

Milano - La procura di Milano ha aperto un fascicolo a carico di ignoti per far luce sul titolo Parmalat  L’inchiesta nasce da un esposto presentato a febbraio, prima che il gruppo francese Lactalis conquistasse il 29% dell'azienda di Collecchio. L’amministratore delegato di Parmalat, Enrico Bondi, questa mattina è stato sentito come persona informata sui fatti dal pm Eugenio Fusco nell’ambito dell’inchiesta. L’inchiesta dei magistrati milanesi sull’azionariato di Parmalat è stata aperta con l’ipotesi di reato di aggiotaggio. Al centro dell’indagine una serie di comunicati diretti al mercato azionario al seguito dei quali il titolo di Parmalat si era apprezzatto.

La scalata straniera Quindi l’attenzione della procura non è centrata direttamente sull’operazione Lactalis ma riguarda la situazione del titolo nel periodo antecedente l’operazione dei francesi. Il faro sarebbe puntato sulle mosse dei tre fondi esteri - Zenit, Skagen e MacKenzie - che lo scorso 26 gennaio hanno annunciato un accordo di coordinamento con l’obiettivo di presentare una propria lista per il rinnovo del cda di Parmalat, che lasciava fuori Bondi. Gli stessi fondi il 2 febbraio smentivano in una nota qualsiasi trattativa con Lactalis sul gruppo di Collecchio, salvo poi tre giorni fa raggiungere un accordo coi francesi e vendere il loro pacchetto del 15,3%, incassando circa 750 milioni. Intanto i giochi per il controllo della società di Parmalat restano aperti. Il decreto anti-scalate straniere che potrebbe far slittare l’assemblea a giugno, dando più tempo per la formazione di una cordata italiana, è stato firmato dal presidente della Repubblica ma da Collecchio non arriva ancora nessuna indicazione di una convocazione del cda. Una novità importante è stata introdotta nel decreto: se il consiglio di Parmalat deciderà di far slittare l’assemblea annuale degli azionisti si potranno presentare nuove liste per il rinnovo del board, oltre a quelle già depositate. Di fatto si lascia a potenziali nuovi investitori la possibilità di presentare una propria lista o di unirsi a quelle già esistenti. Se una cordata italiana si concretizzerà, si potrà così mettere a punto una nuova lista targata anche Ferrero. Le banche sono al lavoro per tentare di mettere in piedi una soluzione italiana ma tutto è ancora aperto.

La difesa di Lactalis Il gruppo francese, in una nota diffusa poco dopo l'apertura dell'inchiesta, ribadisce "di aver sempre correttamente operato e attende serenamente di conoscere gli sviluppi della vicenda".