Parmalat, respinta la richiesta di patteggiamento avanzata da Tanzi

All'udienza preliminare del processo per il crack del colosso
alimentare, che vede imputate 62 persone
accusate di associazione a delinquere e bancarotta fraudolenta, i legali dell'ex
patron di Parmalat hanno chiesto a sorpresa il patteggiamento a cinque anni di reclusione. La richiesta è stata respinta dai pm

Parma - All'udienza preliminare del processo per il crack del colosso alimentare Parmalat in corso a Parma, che vede imputate 62 persone accusate di associazione a delinquere e bancarotta fraudolenta, oggi i legali dell'ex patron di Parmalat hanno chiesto il patteggiamento a cinque anni di reclusione, in un procedimento che lo vede imputato di diversi reati. La richiesta però è stata respinta dai pm. L'ex consulente della Parmalat Giampaolo Zini e l'ex direttore finanziario Luciano Del Soldato hanno invece chiesto e e ottenuto il rito abbreviato. L'udienza è stata fissata per il prossimo 29 maggio. 

Nei mesi scorsi all'udienza preliminare erano state depositate già 17 richieste di patteggiamento per le quali la procura ha espresso il proprio consenso, tra le quali quelle dei figli di Calisto Tanzi Francesca (3 anni e 5 mesi) e Stefano (4 anni e 10 mesi), e del nipote Paolo (prosciolto per associazione a delinquere, patteggiamento di un anno e otto mesi per il resto). La procura aveva invece espresso parere negativo al patteggiamento per Fausto Tonna, ex direttore finanziario, ritenendo non congrua la pena proposta di quattro anni e sei mesi. Patteggiamento approvato anche per i contabili del gruppo, arrestati nella grande retata del 31 dicembre 2003, Gianfranco Bocchi e Claudio Pessina (3 anni e 5 mesi, 3 anni e 8 mesi rispettivamente). Tra gli altri patteggiamenti, quelli di Mario Brughera (un anno e otto mesi), Alberto Maurizio Ferraris, ex direttore finanziario del gruppo (4 anni), Oreste Ferretti (un anno e otto mesi), Antonio Gherardi (due anni e sei mesi), Francesco Giuffredi, definito il mago della tecnologia (due anni e 4 mesi), Ettore Giugovaz (due anni e due mesi), Gianni Grisendi, ex proconsole di Tanzi in Sudamerica (tre anni), Francesco Maini (due anni), Adolfo Mamoli e Giuseppe Rovelli, ex revisori Deloite&Touche (che ha chiuso con una transazione la vertenza con Parmalat) a un anno e sei mesi, Giorgio Pedraneschi, ex presidente del Parma Calcio (due anni e due mesi), Roberto Tedesco, ex ad Parmatour (un anno e dieci mesi).