Parmalat, il Riesame: "Tanzi vada in carcere Ha soldi per latitanza"

Il tribunale del Riesame ha accolto il ricorso della procura e della procura generale. Ma l'ultima parola spetta alla Cassazione. Tanzi è stato condannato a 10 anni per aggiotaggio per il crac Parmalat

Milano - Tanzi entri in cella. Il tribunale del Riesame ha deciso che Calisto Tanzi deve tornare in carcere, accogliendo il ricorso della procura e della procura generale, ribaltando la decisione della Corte d’Appello. Tanzi però, per il momento, resta libero perché ci sarà il ricorso dei difensori in Cassazione e sarà la Suprema corte a dire la parola definitiva su Tanzi, condannato a Milano a dieci anni per aggiotaggio nell’ambito del crack Parmalat.

Soldi per la latitanza Tanzi "dispone verosimilmente di ingenti somme finanziarie all’estero che gli consentirebbero una lunga latitanza". Lo scrivono i giudici del Riesame di Milano per spiegare perché l’ex patron di Parmalat deve tornare in carcere. Secondo il Riesame il pericolo di fuga è concreto, "soprattutto adesso, in prossimità di sentenze che stanno per diventare definitive". I giudici ricordano che Tanzi ha avuto anche due condanne a Parma per truffa e altri reati a sette e otto mesi attraverso il patteggiamento e che è in corso sempre a Parma il processo per bancarotta.

La vicenda La procura generale di Milano, un paio di settimane fa, per la seconda volta nel giro di poco tempo, aveva chiesto il carcere per l’ex patron d Parmalat che lo scorso maggio si era visto confermare in secondo grado i dieci anni di reclusione inflitti dal tribunale e, in più, si era visto condannare a una provvisionale di oltre 100 milioni di euro da versare ai risparmiatori truffati. La richiesta è stata avanzata al riesame dal sostituto procuratore generale Elena Maria Visconti, che in realtà ha impugnato il provvedimento con cui il 19 luglio scorso la corte d’appello aveva respinto una prima richiesta di arrestare Tanzi. Oggi il riesame ha accolto la richiesta del pg.