Parmalat, su Eurofood deciderà l’Irlanda

da Milano

Bondi perde un round contro Bank of America: come chiedeva l’istituto Usa l’insolvenza di Eurofood, la società di diritto irlandese con sede a Dublino e controllata al 100% da Parmalat, sarà di competenza del giudice irlandese. A stabilirlo è stata la Corte europea di Giustizia, in una sentenza sul ricorso della Suprema Corte d'Irlanda che ha chiesto al Tribunale Ue di chiarire quale giudice dovesse intervenire. Sul dissesto di Eurofood il braccio di ferro tra il numero uno della nuova Parmalat Enrico Bondi e Bank of America dura dai primi mesi dopo il crac, agli inizi del 2004.
Eurofood fu costituita da Calisto Tanzi con l’attiva collaborazione dell’istituto di credito (perfino gli uffici erano in una sede di Bank of America) e fu usata per realizzare alcune tra le operazioni irregolari messe a segno dagli allora vertici di Collecchio. Una di queste risponde allo schema del cosiddetto back to back: in pratica Eurofood si fece prestare 80 milioni di dollari e li depositò su un conto vincolato presso Bank of America (senza che peraltro questo vincolo risultasse dai bilanci del gruppo italiano). Allo stesso tempo la banca americana prestò l’equivalente ad una consociata sudamericana di Parmalat.
Anche per questo Bondi ha chiesto in passato di ottenere la documentazione relativa ad Eurofood trovando però l’opposizione del liquidatore irlandese. Bank of America, da parte sua si precipitò a chiedere la procedura concorsuale irlandese proprio per sottrarla a quella italiana.
Le conseguenze della decisione dei giudici Ue sulla nuova Parmalat sono solo indirette. Eurofood non fa parte del perimetro della società quotata (che infatti a Piazza Affari non ha risentito della sentenza, chiudendo con un rialzo dello 0,22%).