Parmalat, Tanzi è l'unico colpevole: 10 anni

Assolti tutti gli altri imputati al processo. L'ex patron della Parmalat è <strong><a href="/a.pic1?ID=315484">il solo responsabile</a></strong> di aggiotaggio, falso e ostacolo a Consob. Oltre ai risparmiatori, dovrà risarcire anche Bank of America<br />

Milano - L’ex patron della Parmalat Calisto Tanzi è stato condannato a 10 anni di reclusione e all’interdizione perpetua dei pubblici uffici dal tribunale di Milano. I giudici hanno riconosciuto Tanzi colpevole di aggiotaggio, falso dei revisori e ostacolo alla Consob: dovrà risarcire Bank of America con 80mila euro. Sono, invece, stati tutti assolti gli altri imputati diversi. Tra questi gli uomini di Bank of America Luca Sala, Antonio Luzi e Louis Moncada e i consiglieri di amministrazione indipendente Paolo Sciumè, Luciano Spilingardi, Enrico Barachini e Giovanni Bonici, ex responsabile di Parmalat Venezuela.

La condanna all'Italaudit Il tribunale di Milano ha assolto tutti gli altri imputati, tranne la società Italaudit, per il crac Parmalat. I giudici della prima sezione del Tribunale di Milano hanno condannato la società di revisione Italaudit (ex Grant Thornton) a una sanzione di 240 mila euro e hanno disposto la confisca di oltre 455 mila euro. Le persone assolte a vario titolo, o per prescrizione o perchè il fatto non sussiste o perchè non è previsto dalla legge come reato, sono tre ex funzionari di Bank of America, Luca Sala, Luis Moncada e Antonio Luzi, i tre ex consiglieri indipendenti Paolo Sciumè, Luciano Silingardi ed Enrico Barachini, e Giovanni Bonici, ex responsabile di Parmalat Venezuela.

Un processo storico Cominciato il 28 settembre 2005, sviluppatosi in 99 udienze, giunge così a conclusione il processo, il primo in Italia con rito ordinario e che tira in ballo l'istituto di credito americano, sul fallimento della storica azienda agroalimentare con le sue diversificate attività all'estero. Azienda che, come ha sottolineato la Procura nella requisitoria, da quando si è quotata in Borsa, se non da prima, attraverso la finanziaria Parfin, ha manipolato il mercato: "Quindici anni di informazioni false, di dati economici e patrimoniali falsificati, non veritieri, l'alterazione di tutti gli strumenti finanziari" sono serviti al gruppo per dare di sé un'immagine di solidità, per poi finire travolto dal tracollo nel dicembre 2003 con un buco di 14 miliardi di euro. Una somma "incredibile di debiti di cui 10 miliardi in danno dei risparmiatori". E' stato "consapevolmente tenuto in vita un titolo che doveva andare in default già da molti anni e forse non aveva nemmeno ragione di esistere dall'inizio", sostiene la pubblica accusa. E di ciò i principali responsabili sono stati Tanzi, gli ex amministratori con la complicità delle banche e dei revisori.

Un "brutto film di mafia" Per questo "brutto film di mafia" come ha definito il caso Parmalat il procuratore aggiunto Francesco Greco, e tenendo conto "della particolare gravità del reato di aggiotaggio" e dell'"enorme danno" causato ai piccoli azionisti erano state chieste pene severe: 13 anni di carcere per Tanzi, 3 anni e mezzo per Giovanni Bonici, ex responsabile di Parmalat Venezuela; 5 anni per Paolo Sciumé e Luciano Silingardi e 4 anni per Enrico Baracchini, ex consiglieri indipendenti; 6 anni per Luca Sala, 5 anni per Luis Moncada e 3 anni e mezzo per Antonio Luzi, ex dipendenti di BofA e definiti da Greco "giocatori d'azzardo con le carte truccate". Riguardo a Italaudit la richiesta è stata di 300 mila euro di pena pecuniaria e confisca di 600 mila euro.

Il legale di Tanzi "Prendiamo atto che lui è l’unico responsabile", ha affermato Giampiero Biancolella, legale di Calisto Tanzi, lasciando l’aula del tribunale di Milano dove è stata letta la sentenza. "Non rilasciamo alcun commento - ha spiegato Biancolella - prendiamo atto che Tanzi è l’unico responsabile". Ai cronisti che gli domandavano se farà ricorso, il legale ha risposto: "Queste sono frasi di costume che non servono a nulla. Dobbiamo leggere le motivazioni della sentenza".