la parola ai lettori sui bus «atei»

2GLI ALTRI SCANDALI
La concessionaria più

saggia del sindaco
La pubblicità all’ateismo non apparirà sugli autobus di Genova per decisione della concessionaria pubblicitaria, che è stata più saggia della scadente sindaco Vincenzi, che ha perso una buona occasione per tacere. Ora avrà tempo per occuparsi degli scandali che minano la credibilità della sinistra ligure.
L’esito della vicenda dimostra che avevo ragione io, dalla parte del buonsenso, e torto lei, dalla parte dell’arroganza. La prossima volta eviti aggressioni verbali nei miei confronti all’insegna dell’intolleranza. Una preghiera le sarà utile per farsi perdonare.
Maurizio Gasparri
capogruppo Pdl Senato
2LA BUONA NOTIZIA
Genova è sotto

la protezione di Maria
Siete mai entrati nella Cattedrale di San Lorenzo a guardare l'immagine esposta al centro del grande rosone della navata centrale? L'immagine raffigura la Vergine Maria che riceve una corona. Tale vetrata ricorda un fatto storico: il 25 marzo 1637 Genova elesse la la Vergine Maria propria Regina, ponendosi sotto la Sua protezione.
Non mi risulta che nessuno abbia deposto tale Regina, ne'che ella abbia abdicato.
Che piaccia agli amici atei e agnostici, Genova è ancora sotto la sua protezione. Manifestare davanti alla Curia, distribuire moduli per lo «sbattezzo», far circolare bus con inviti all'ateismo non sono certo ciò che destituirà questo Regno i cui principi - è noto - sono quelli del Servizio, dell'umiltà, dell'Amore.
Ricordate la polemica che era sorta un anno fa circa da parte del Comune nei confronti della Caritas diocesana perché - l'accusa sosteneva - non si prendeva cura dei rumeni di Begato? Le scuse delle istituzioni furono immediate perché capirono di aver commesso un immenso errore nell'additare alla Caritas, che lavora gratis et amore dei, una colpa che sua non è. Col solo rischio che se la Caritas sospendesse dall'oggi al domani i suoi servizi, Genova subirebbe un crash sociale peggiore di quello delle borse statunitensi prima di Natale. Il numero di famiglie aiutate e raggiunte dalla Chiesa cattolica è cosi ampio all'interno del tessuto sociale che se venisse meno si vedrebbe una bella signora afflosciarsi a terra all'istante, la colonna vertebrale in frantumi.
Manifestare contro la Fede che permea la vita e il tessuto sociale di una città come Genova e' manifestare contro il bene stesso di questa città. E' manifestare contro se stessi. Simili cattive notizie Genova non può permettersele. Deve restare solo la buona notizia di Cristo e dei Cristiani: persone che non fanno notizia me che, in nome di Dio e della fede che hanno in lui, si rimboccano le maniche. Ogni giorno, coi fatti, e non con slogan pubblicitari.
2COLPE
Superba nell’800 città d’avanguardia
Leggo uno scritto sul periodico della Fidas relativo alle «Scuole Vespertine» sorte a Genova nel 1897 grazie ad una iniziativa (non la sola) della Duchessa di Galliera; certo la Genova di fine ’800 era una città del «fare», che lasciava l’impronta in tante parti del mondo (Argentina, Cile, Uruguay, California), mentre quella odierna passerà alla storia come la città del Gay Pride, dei Bus con la pubblicità laicista, di primati di cui non si sente alcuna necessità ed il tutto condito dalla rassegnazione dei suoi abitanti che considerano gli eventi dell’inizio del XXI Secolo quasi una cosa normale cui non serve opporsi ma meglio far finta di non vedere, scansarsi e limitarsi ad un timido «mugugno» ma nulla di più.
Ora se la città a fine ’800 era una città d’avanguardia ed oggi non lo è più, ci saranno delle colpe dei politici, amministratori comunali ma la colpa principale è dei cittadini che accettano passivamente tutto ciò che gli amministratori gli propongono.
Saluti
Mario Lauro
2LA REAZIONE
Dopo la rabbia,

grido: «Vergogna»
La nuova pubblicità sui nostri autobus: Dio non esiste.
La pubblicità, si dice, è l’anima del commercio. Il Comune, per fare cassetta, la utilizza anche sui mezzi di pubblico trasporto, tanté che li vediamo dipinti con tutti i colori e con le scritte più disparate. Adesso assistiamo a un patetico show, iniziato nella già cattolicissima Spagna.
Che a far colore a certe estrosità fosse stata per prima la Spagna di un certo Zapatero, che ha legalizzato il matrimonio fra uomini, non ha fatto meraviglia. Infatti, questo soggetto, per reclamizzare la sua politica, ha fatto girare i mezzi pubblici a Madrid con questa novità. Non fa neanche meraviglia ne stupore, il vedere che la scritta Dio non esiste è stata fatta sui nostri autobus. Ne meraviglia ne stupore, ma solo indignazione e rabbia se si pensa non da beghino o baciapile, ma da cattolico credente, che è nato e cresciuto lavorando sin da giovane in questa città, dove ha pagato le tasse, come fanno tutti i nostri cittadini. Per acquistare i mezzi che dovrebbero essere pubblici. Ora sono anche utilizzati per farli girare a favore di certe ideologie bacate. Lavarsi la bocca col disturbare la «libertà di pensiero», come qualche saccente ebbro di diritto, non vale. Costringere un autista credente a condurre un autobus con questa scritta, equivale a fare una violenza alla sua coscienza, così come avverrebbe per i passeggeri costretti a salirvi. Farlo circolare per la città, affinché tutti lo additino, sghignazzino o si mortifichino, significa solo e soltanto fare della provocazione gratuita. Credo sia anche una mancanza di rispetto per certi nostri valori, come il culto per i morti, per gli stessi cimiteri sulle cui tombe ci fermiamo a pregare. Un pensatore potrebbe arguire che questa provocazione si è voluto farla a Genova, dove il cardinale Bagnasco presidente della Cei ha avuto il coraggio di prendere certe posizioni. Non voglio pensarlo anche io. Quello che invece sottolineo è la furbizia di certuni i quali essendo una sparuta minoranza, vogliono esistere a tutti i costi, anche mancando di rispetto alla nostra religione a coloro che negli ospedali pregano, utilizzando dei mezzi che devono servire al servizio per il trasporto dei cittadini. Qui non c’è un pubblico interesse, ma solo provocazione. A che scopo il Comune il cui impegno dovrebbe essere altro ha fatto questo? Adesso alla rabbia fa eco una parola: «vergogna».
dr. Remo Benzi
2CAMPAGNA D’ODIO
La rivolta dei fedeli blocca la pubblicità
La società IGP Decaux, concessionaria responsabile degli spazi pubblicitari sugli autobus del capoluogo ligure ha deciso di non concedere gli spazi all’Uaar (Unione Atei Razionalisti ed Agnostici). Risulta evidente, che tale decisione, è il frutto della grande reazione manifestata dalla popolazione genovese; l’accoglimento di questa proposta era stato caldeggiato dalla «sindaca» Marta Vincenzi. L’Uaar attende spiegazioni, e chiede al comune di Genova, la revoca della concessione all’IGP Decaux. Accogliamo con gioia questa decisione, frutto della spontanea ribellione dei fedeli, e di quanti, alla sola luce del «buon senso», si sono opposti a questa ennesima campagna di odio, avente come scopo, di offendere unicamente la Chiesa Cattolica.
Associazione
San Michele Arcangelo
2DAI BUS AL GAY PRIDE
C’è molto Satana

di questi tempi
C'è molto Satana di questi tempi a Genova. Dio tace, o forse piuttosto sono i berci di Satana a rendere indistinguibile la sua voce nel disturbo di fondo che inquina la nostra quotidianità in questo che potrebbe essere un angolo di paradiso, se gli uomini e le donne che vi abitano non inclinassero in maggioranza più al male che al bene. Ho sempre pensato che una delle prove più cogenti dell'esistenza di Dio sia la presenza tangibile e sfacciata del Male. Parafrasando il famigerato spot degli atei, «la cattiva notizia è che Satana esiste, quella buona è che dunque esiste anche Dio».
C'è molto Satana a Genova. Lo incontriamo nella bruttezza disumana di certa architettura che violenta paesaggi e anime; nello sfregio portato ovunque a muri e monumenti con scritte cariche di odio e di volgarità; nello squallore selvatico di aiuole e giardini polverosi e abbandonati all'incuria; nella pratica predatoria di una nuova delinquenza che scippa e rapina facilmente e d'impulso.
Per gli antichi Greci c'era un'ovvia equivalenza tra la bellezza estetica e la bellezza morale, tra il Bello e il Buono. Nel nostro laboratorio genovese un'intera classe dirigente mediocre, piccina e opportunista ha completamente e colpevolmente escluso dalle sue prospettive - quel che è peggio: dalle nostre - questi divini ingredienti, preferendo invertirne il segno e investendo di negatività l'intero tessuto cittadino. «La bussola va impazzita all'avventura e il calcolo dei dadi più non torna», scriveva il genovese Montale nella Casa dei doganieri. Apri la finestra dell'informazione su Genova e ti pare in certi momenti di osservare con sgomento una tela di Hieronymus Bosch con le sue raccapriccianti fantasie oniriche che s'intrecciano alla vita ordinaria: in tempi di aggressiva espansione islamica incombe la minaccia di una moschea (benedetta dal cosiddetto Sindaco di Genova) in parallelo alla Lanterna; davanti al Duomo di S. Lorenzo mille musulmani recitano il Corano in odio a Israele; il giorno del Corpus Domini (13 giugno) va in scena la sconcia kermesse del Gay pride; e fra pochi giorni due autobus potrebbero far circolare per le vie del centro il proclama della inesistenza di Dio.
È evidente che la città si dibatte in un anti-ordine nato da una perversa disgregazione dei valori e delle identità, cui è seguita una riaggregazione caotica e non funzionale, di cui sono precisamente responsabili tutti gli uomini e tutte le forze sociali e politiche che in passato hanno elaborato questo progetto distruttivo e che adesso ne sostengono le aberranti manifestazioni. Sono facilmente identificabili in tutte le aree che si richiamano al materialismo, al laicismo, al terzomondismo antioccidentale. È indispensabile che l'altra «testa» della Genova bicefala di cui si diceva, si attivi in modo urgente e determinatissimo per invertire a 180° la direzione e far prendere alla città le vele verso una rinnovata armonia di pensieri e di opere.
Andrea Del Ponte