Parola d’ordine: informatizzare E così cresce l’offerta di servizi

Dopo i notai sono i liberi professionisti più pagati. Sono, rispettivamente, i commercialisti e i consulenti del lavoro. Negli ultimi dieci anni, l’Albo nazionale dei consulenti del lavoro ha registrato un vero boom, passando da circa 16mila iscritti agli oltre 25.400 di oggi, compresi i circa 7.300 pensionati. Il mercato dei professionisti del lavoro si divide in due categorie: gli studi professionali (di consulenti del lavoro o commercialisti) e i direttori del personale. Stando alle cifre ufficiali contenute nel «Manuale del praticante consulente del lavoro», edito da Ipsoa e Indicitalia e curato da Ancl (sindacato nazionale unitario di categoria), in Italia sono circa 15mila gli studi di consulenti del lavoro che gestiscono i cedolini per circa un milione di aziende, con otto milioni di addetti e un totale di circa cento miliardi di euro di retribuzioni; redigono un milione e 200mila dichiarazioni dei redditi ed esercitano funzioni di conciliazione e consulenze del giudice in oltre 100mila vertenze di lavoro.
Alto è il livello di informatizzazione, necessario per gestire una materia complessa e in continua evoluzione come quella inerente il lavoro. L’attività degli studi comprende la gestione delle paghe, ma anche l’erogazione di servizi a maggior valore aggiunto nell'area della gestione delle risorse umane (recruitment, sviluppo delle carriere, budget del personale, gestione delle performance). Negli ultimi anni c’è stato un significativo salto di qualità: il consulente del lavoro, oggi, è un professionista di valore, in grado di gestire tutti gli adempimenti in materia di diritto del lavoro, previdenza e assistenza sociale dei lavoratori dipendenti.
Agli studi di consulenza del lavoro si aggiungono altrettanti studi di commercialisti che integrano la loro offerta di servizi contabili e fiscali con la gestione dei cedolini, soprattutto per le pmi. Sono inoltre almeno 15mila le aziende che gestiscono internamente l’amministrazione del personale, l’elaborazione delle paghe e le attività di gestione risorse umane, con esigenze e bisogni informativi del tutto analoghi a quelli dei professionisti.
«Cresce l’esigenza di un approccio multidisciplinare ai temi del lavoro che comprende quindi anche ambiti contigui, come fisco, previdenza, sicurezza, prima di competenza di altre professioni - afferma Fabio Giuccioli, marketing communication manager software di Wolters Kluwer Italia -; proprio per questo maggiore è il bisogno di soluzioni informatiche integrate che permettano di governare questa molteplicità di aspetti».
Le ravvicinate scadenze mensili legate alle buste paga, l’invio mensile online all’Inps dei dati retributivi e contributivi, il progressivo e sempre più accentuato spostamento del professionista del lavoro verso l'attività consulenziale ad alto valore aggiunto, anche in area previdenziale, fiscale e contabile, hanno fortemente modificato le attività e i bisogni informativi dei professionisti.
«Un professionista così dinamico e orientato al cliente deve disporre di strumenti in grado di fornire risposte immediate, aggiornate e autorevoli - afferma Alberto Parma, business director Area Lavoro di Wolters Kluwer Italia -; grazie alle sue qualificate redazioni, al pool di autori stimati ed esperti, al team di specialisti informatici, alle reti di vendita dedicate e al servizio di assistenza, Ipsoa e Indicitalia forniscono da sempre le soluzioni più innovative e le risposte più vicine alle reali esigenze dei clienti. La rivista Guida alle Paghe, la banca dati Tutto Lavoro, a breve disponibile anche nella nuova versione online (unica sul mercato), i software Costo del lavoro e Vertenze Lavoro sono da anni strumenti di lavoro indispensabili, utilizzati da migliaia e migliaia di professionisti e manager d’azienda».