Parola e immagine religioni a confronto

Andrea Indini

La parola rivelata è il mezzo con cui Dio tende verso l'uomo. Partendo da questo la Sinagoga Liberale Lev Chadesh organizza «Dalla parola il senso dell'Essere, dall'immagine le forme del possibile», un ciclo di incontri interculturali a più voci tra autorevoli esponenti delle tre grandi religioni monoteiste. Il filo conduttore dei tre incontri, il primo dei quali è ospitato questa sera dal Pac nell'ambito della mostra Arte religione politica curata da Jean-Hubert Martin, è il rapporto che Ebraismo, Cristianesimo e Islam hanno sviluppato con la parola e l'immagine.
Nelle diverse tradizioni la parola è sempre stata posta a fondamento dei testi sacri, ricca d'inesauribile potere ermeneutico, esegetico e ontologico. All'immagine, invece, sono attribuiti valore e senso assolutamente diversi e contrapposti: da idolo a oggetto di culto, da opera vietata alla mano dell'uomo a espressione immanente della trascendenza. Esiste, tuttavia, un territorio comune, uno spazio di relazione che avvicina codici, mezzi e linguaggi diversi tra loro.
Il primo incontro, «Parola e immagine», che si terrà questa sera (ore 20.45) al Pac (via Palestro 14), mette a confronto ebraico, arabo e latino cercando di indagare tutti i livelli possibili con cui sia possibile intendere l'idea di scrittura e di rappresentazione. Gabriele Mandel, vicario generale della confraternita sufi Jerrahi-Halveti, monsignor Pierangelo Sequeri, docente alla Facoltà teologica, e Ugo Volli, docente di semiotica all'Università di Torino, mostreranno come segno verbale e segno visivo possano costituire il «grado zero» da cui originare forme profonde di comunicazione.
Il secondo appuntamento «Non ti farai immagine», che si terrà mercoledì prossimo (ore 20.45) alla Facoltà teologica (via dei Cavalieri del Santo Sepolcro 3), prenderà in considerazione il primato della parola, la cultura del testo e l'assoluta assenza di iconografia nella tradizione valdese. Haim Baharier, studioso di ermeneutica biblica e di pensiero ebraico, e Anne Zell, teologa e pastore della Chiesa evangelica valdese di Milano, affronteranno le molteplici affinità tra cultura valdese ed Ebraismo, nel rigore con cui entrambe le religioni si confrontano con le scritture e nell'esplicito non-utilizzo di immagini rappresentative a qualsiasi livello. L'ultimo incontro, «Il libro e l'icona», (28 settembre ore 20.45) al Teatro Franco Parenti (via Cadolini 19), metterà a confronto l'Ebraismo e il Cristianesimo ortodosso.