Parola per parola gli «insulti» lanciati da Fini ai suoi fan

«Ma che c... dici. Me lo vieni a insegnare te quello che devo fare. Con questa gente non parlo. Se siete così giustizialisti, andate con Di Pietro. Vergognatevi. Queste le parole che ho sentito da Gianfranco Fini, prima di andarsene via, lasciando di stucco un’ottantina di simpatizzanti e semplici cittadini. Lo avevamo accolto con un applauso dopo il convegno di Janua, ma ho assistito a una caduta di stile della terza carica dello Stato. Non si possono apostrofare così i cittadini. Meritiamo rispetto».
A confermare la «scenata» di Fini di sabato scorso, e quello che aveva denunciato per primo l’avvocato Forino, ieri è stato pure Breganti, uno dei più noti leader dei comitati di quartiere: «In riferimento alle polemiche sul coordinatore regionale Nan, Gianfranco Fini ci ha pure detto che siamo tutti pregiudicati. Tuttavia, gli ho ricordato che Alemanno può definirsi un pregiudicato politico, ma è diventato sindaco della Capitale. Un conto è essere pregiudicati a seguito di scontri di piazza, avvenuti in un particolare contesto storico e clima politico, per sostenere le proprie idee contro il comunismo terrorista, armato e rivoluzionario. Un altro conto è finire nell'occhio del ciclone per altre tristi vicende, come la casa di Montecarlo. Un altro ancora è ritrovarsi nel mirino, come è successo per Nan, per presunte storie che, se confermate, potrebbero essere davvero preoccupanti. In tal senso, come era suo diritto fare, un giovane si era permesso di chiedere al Presidente Fini di prestare attenzione ai nomi da inserire in lista per le amministrative o nelle cariche del partito».
E ancora uno degli altri «indignados», testimone del «c...» di Fini a Genova: «Non sono iscritto a Fli - ha raccontato ieri Airoldi - ma sabato ho partecipato al convegno di Janua. Il Presidente della Camera era stato chiamato anche per redimere la spaccatura nel Fli genovese e i malumori della base. Fini doveva decidere se certificare quella linea del Fli o la legalità della corrente dei giovani e volenterosi, entusiasti e capaci. È stato riconfermato il responsabile Nan ovvero il suo delfino in Liguria. I giovani e meno giovani, sono stati sgridati, anche con parole poco eleganti e imperdonabili, che hanno lasciato di stucco tutti quanti. Inoltre, a dire di Fini, ci dovremmo vergognare e quindi iscriverci al partito di Di Pietro. Adesso basta. Fini e quelli come lui, di destra e di sinistra, se lo possono scordare».
Alla senatrice Barbara Contini, commissaria del partito in Città, che aveva fatto da intermediaria con gli «indignados», avrebbe quindi raccomandato di non occuparsi più di Genova. Tuttavia, durante il convegno finale allo Sheraton, davanti a meno di 150 persone, ha baciato sulla guancia la commissaria «dimissionata sul campo».
In risposta alla base dei cento «arditi» contestatori, ieri Nan ha incassato però un'altra vittoria: Gianfranco Borrini, nominato un anno fa proprio da Nan, è stato eletto all'unanimità dal congresso spezzino e quindi confermato come coordinatore provinciale.