Le parole di Benedetto XVI difese solo dal centrodestra

Imbarazzante silenzio del governo e di molti Paesi europei

da Roma

Papa Benedetto XVI ha teso la mano al mondo islamico, in cambio ha ricevuto uno schiaffo e la «politica vigliacca», ovvero il governo Prodi ma anche più in generale l’Europa, non lo difende. Tutta la Casa delle libertà scende in campo compatta in difesa del pontefice accusato di averE offeso le comunità musulmane con il discorso tenuto a Regensburg. «Difendiamo il Papa senza se e senza ma, difendiamo la ragione», dice l’azzurro Mario Mauro, vicepresidente del Parlamento europeo. «Il mostruoso tentativo da parte di molte realtà islamiche, anche cosiddette moderate, di trasformare la mano tesa di Benedetto XVI in un’occasione per scagliarsi contro i cristiani e l'occidente ci fornisce la misura di quanto grave sia il pericolo che corriamo - prosegue Mauro - L’ideologia islamo-nazista che permea il pensiero dei fondamentalisti rappresenta la più drammatica mistificazione dell'uso della ragione». Mauro denuncia come si sia preso «Dio a pretesto per un progetto di potere» ed è esattamente questo «che il Papa ha colpito difendendo così la libertà di tutti, in primis, dei musulmani». Mauro poi punta il dito contro il governo e i «tanti, troppi, che hanno responsabilità politiche» che non hanno speso una parola in difesa del Vicario di Cristo «quasi che la politica si vergognasse o fosse vigliacca nel difendere la ragione e la libertà».
Anche per il capogruppo di Forza Italia al Senato, Renato Schifani, le critiche rivolte al pontefice sono «sconcertanti e deprecabili». Durissimo il leghista Roberto Calderoli: l’attacco diretto al Papa Ratzinger è la dimostrazione «che non esiste un Islam moderato, perché anche in questa occasione a una carezza questi hanno subito risposto con uno schiaffo». Il vicepresidente di Palazzo Madama osserva che «una reazione aggressiva e stizzita, con tanto di richiesta di condanna per le parole del Santo padre e di scuse ufficiali all'Islam da parte sua, arriva non da esponenti, seppur autorevoli, delle comunità islamiche, ma dal Parlamento di uno Stato sovrano, il Pakistan, che ha votato all'unanimità un simile documento, prendendo così una posizione che dimostra come nei Paesi islamici religione e politica sono una cosa purtroppo inscindibile». Calderoli, più volte protagonista di dure polemiche con la comunità islamica conclude osservando che per il mondo islamico «qualunque pretesto è buono per accendere la scintilla dello scontro usando come pretesto la religione».
Anche i centristi si ergono in difesa del Santo padre. Il capogruppo Udc alla Camera Luca Volontè denuncia «il silenzio più totale delle istituzioni laiche occidentali» di fronte alla «caciara islamica, ignorante in storia e demenziale nel suo abbandono della ragione». E si chiede: «Le minacce, frutto della mala fede e della propaganda antioccidentale, contro il Papa e i cristiani non interessano nemmeno le istituzioni civili europee?». È ora conclude Volontè che «l’ignavia occidentale finisca».
Per l’azzurro Angelo Sanza «l’appello del Papa, pronunciato dalla sua terra natale, era diretto più all’Europa malata di nichilismo che all’Islam. E le reazioni che oggi possiamo leggere dal mondo musulmano ci fanno sorgere una domanda: dov'è l'Islam moderato?». Quelle contro Benedetto XVI sono «polemiche strumentali» anche per Maurizio Lupi di Forza Italia. «Ma a preoccupare - precisa Lupi - non sono tanto le parole di fuoco provenienti dal mondo islamico che, ancora una volta, mette in mostra la sua faccia più violenta; quanto il silenzio dei nostri governanti». Lupi si chiede dove siano «i Prodi e i D’Alema che, da settimane, vanno predicando il dialogo con l’Islam e non disdegnano di sedersi al tavolo delle trattative con il governo di Teheran e con Hezbollah? Un governo che non ha il coraggio di difendere la propria identità è un governo che non ha futuro».