Le parole di Caruso sui poliziotti imbarazzano la politica

Roma - Proprio mentre la politica si unisce nel dire no alla violenza nel calcio, esplodono le polemiche sulle dichiarazioni rilasciate a un giornale dal parlamentare "disobbediente" Francesco Caruso. "No alla militarizzazione degli stadi, dove la polizia manganella nel mucchio. È inutile mandare i poliziotti a fare la guerra, a fare da cuscinetto tra le tifoserie". Immediate le repliche, sdegnate, di quasi tutta la classe politica. "Mentre tutti gli italiani si stringono sinceramente intorno alla famiglia e ai colleghi di Filippo Raciti - commenta Elisabetta Gardini, Forza Italia - Caruso si permette di pronunciare parole che in nessun paese civile possono essere tollerate. Siamo stanchi di questa pseudo-cultura- che purtroppo trova ancora troppa indulgenza, che si trova sempre dalla parte sbagliata e mai dalla parte di chi, indossando una divisa, difende lo Stato e la legalità. Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione, recita l'articolo 67 della Costituzione. Ebbene, oggi Caruso è una vergogna per l'Italia tutta".
Anche il presidente della commissione Affari Costituzionali della Camera, Luciano Violante, critica duramente Caruso: "Ha detto una cosa inaccettabile, i poliziotti italiani sono ben addestrati. Il problema è che ci sono dei teppisti e dei criminali in giro". Grande freddezza anche da Barbara Pollastrini, ministro per le Pari opportunità: "Non sono daccordo. Anzi, non vorrei che ci fosse questo divario tra i miei pensieri, i miei sentimenti, le mie convinzione e quelle di un collega".
Molto duro il vicecoordinatore di Forza Italia, Fabrizio Cicchitto: "Le parole di Caruso non ci sorprendono visto il suo passato ed il suo presente: sono quelle di un amico dei guerriglieri e dei terroristi e di coloro che affrontano i poliziotti per ferirli o ucciderli. La cosa gravissima è che egli è un parlamentare di questa maggioranza e che i voti dei suoi accoliti sono stati determinanti". C'è anche chi suggerisce a Rifondazione di espellere dal partito il deputato reo di una dichiarazione così inopportuna: "Ma che ci fa - si chiede Alfredo Mantovano (An) - uno che dice certe cose in una forza politica che appoggia il Governo, e che certamente voterà contro misure più severe contro la violenza? Non è questo uno dei casi emblematici di espulsione dal partito?".
Stupito, ma forse neanche troppo, per le polemiche suscitate dal suo intervento, Caruso precisa che il suo ragionamento è stato travisato: "È del tutto legittimo criticare azioni o parole altrui, ma mi sembra alquanto inopportuno e pretestuoso deformare e travisare alcune dichiarazioni ad uso e consumo delle polemiche politiche, soprattutto nel momento in cui si celebra il funerale del poliziotto assassinato. Resto convinto - afferma - che dinanzi alla morte di un bambino iracheno, di un soldato italiano, di un ultrà o di un poliziotto, bisogna sempre chinare il capo e portare rispetto. Sarò un'integralista della vita e della pace, ma questa ipocrisia dei morti di seria A e dei morti di serie B proprio non riesco ad accettarla".