Parole chiave e promozione

da Torino
Paranoid Park è un film americano uscito da poco, ma balza alla mente come possibile slogan della Fiera. Hanno tutti paura di qualcosa. Secondo lo scrittore anglo indiano Nirpal S. Daliwal, autore di Turismo (Guanda) «l’Europa è chiusa in una piccola bolla, ma gli inglesi (e gli italiani) farebbero meglio a studiare il mandarino e l’hindi, perché sono le lingue del futuro. L’Europa avrebbe dovuto capirlo vent’anni fa». L’autrice israeliana Orly-Castel Bloom vive in uno stato d’angoscia costante. Diserta gli incontri, sparisce, la inseguono. Ha scritto un romanzo, Dolly City (Stampa Alternativa) di livida violenza. «Mia figlia ha già fatto il militare. Mio figlio ha quindici anni, lo arruoleranno fra tre. Quando sono nati pensavo che, una volta cresciuti, la guerra sarebbe già stata alle spalle, invece... ». Altre parole chiave dal programma ufficiale della giornata: Aborto, Mani sporche, Esilio, Diaspora, Deriva, Naufragio, Attentato, Terrorismo, Incurabili, Follia, Deportazioni naziste, Morte, Corpo malato, Guerra. Su tutto questo, come una colata di glassa, la Bellezza, qualunque cosa sia.
CRETINI VECCHI E NUOVI
Non ci sono più i cretini di una volta. Quelli di oggi sono specializzati, hanno studiato, vanno su Internet. Lo spiega Enrico Vaime, autore radiotelevisivo, rifacendosi a Ennio Flaiano, Marcello Marchesi, Luciano Bianciardi, Lucio Mastronardi, tutti osservatori della categoria antropologica del cretino. Poco dopo, il Vaime di sinistra se la prende anche con una neodeputata del Pd, molto giovane, che ha offerto agli elettori «la sua straordinaria incompetenza». Non la cita per nome. E ai suoi non le manda a dire: «Basta coi loft. C’è un limite a tutto. Non chiedeteci più niente. Fate finta che non ci siamo». Cioè, non prendeteci per cretini.
SPIN OFF
La Fiera come manifestazione che serve a lanciarne altre. La casa editrice Laterza annuncia che pubblicherà libri ispirati ai temi del Festival della Mente di Sarzana (si tiene a fine agosto). Prime uscite: Come nascono le idee, di Edoardo Boncinelli; Sono razzista ma sto cercando di smettere, di Guido Barbujani e Pietro Cheli. E, dopo l’estate, Fragile e spavaldo, ritratto dell’adolescente di oggi, di Gustavo Pietropolli Charmet, e Interpretazione e creatività nel mestiere dell’attore, di Gianfranco Capitta e Toni Servillo, un attore, quest’ultimo, che piace anche agli intellettuali.