Parole di ferma condanna dai musulmani di Roma

Tristezza e ferma condanna: la risposta dei musulmani di Roma agli attentati di Londra, il giorno dopo, è unanime. Nella preghiera del venerdì l’imam Mahamud Hammad Sheweith ha usato parole dure contro il terrorismo. «La barbarie di Londra ha colpito innanzitutto vittime innocenti, ma anche la serenità del vivere insieme, e deve essere condannata senza nessun equivoco». In tanti, fuori del grande tempio, condividono le sue parole: «Queste cose con il Corano non c’entrano proprio niente, anzi, lo disonorano» afferma per esempio Mohammed el-Mardi, 59 anni. «Bisogna condannare tutti gli attentati nel mondo» esclama Jamal, libanese di 47 anni, commerciante. Ma guai a ricordare la matrice islamica delle esplosioni. «Vengano in mezzo a noi, tra la gente» esorta un egiziano di 40 anni «e vedranno che l’Islam è pace. Quando salutiamo diciamo “la pace sia con te”». Anche il Centro islamico culturale d’Italia, ha fatto sapere che «rifiuta categoricamente qualsiasi pretesto di carattere religioso, ideologico, etnico o nazionalista per giustificare atti che possono soltanto essere condannati senza appello». Sullo stesso tono il commento di Omar Camilletti, del centro culturale della moschea «Queste bombe colpiscono tutti indiscriminatamente, chiunque è stato, è nemico dell’Islam». Ma c’è anche chi, tra i fedeli della moschea, chiede ai giornalisti «Ma quando avvengono massacri in Irak o in Palestina, siete sempre così interessati?».