Parole, immagini, suono All’Arena nasce la prima opera totale

Un’«astronave» di musica, parole e immagini, che plana sull’Arena a centomila watt. Si chiama Indeependance e per raccontarla gli autori tirano in ballo sinestesie, opere mutanti e l’«opera totale» di Wagner: un misto di poesia, teatro, lirica riveduto e corretto al settembre 2008, quando quel che non si sa ancora bene che cos’è debutterà a Milano.
Settantacinque minuti durante i quali gli spettatori entreranno nel palco contenitore e parteciperanno da dentro alla performance creata dal compositore Vittorio Cosma, lo scrittore Aldo Nove e il duo Masbedo (Nicolò Massazza e Iacopo Bedogni).Alla fine dello spettacolo una pausa ristoro e poi la silent disco, musica in cuffia (con due diversi dj) per ballare senza rompere i timpani agli abitanti della zona.In qualche modo, sarà una performance anche la danza silenziosa dei corpi che si muovono a ritmi che sentono solo loro.
Direttore artistico è Caterina Caselli Sugar.Il titolo Indeependance è un gioco di parole su profondità, indipendenza e danza. L’obiettivo è inventare un linguaggio artistico nuovo, che leghi un livello culturale alto al più basilare e istintivo fare casino. Come si interroga Vittorio Cosma, «perché andare alla Biennale e rimanere in silenzio davanti a un quadro oppure divertirsi in modo stupido?».
Nicolò Massazza cerca di spiegare quel che non è ancora chiaro neanche a lui che lo sta inventando: «Non si riesce a mettere un’etichetta al progetto. È un contenitore di contenuti. Non è un museo, non è una discoteca, è un luogo in cui la gente entra e vive la musica in modo tribale».Insomma, è una di quelle sfide da cui può nascere di tutto.
Il progetto originario è nato in un albergo di montagna dove i quattro erano in vacanza tutti assieme. In principio è stato il sogno di una settimana in compagnia, cresciuto lungo serate nutrite dalla pizza e annaffiate di birra.
Alla fine hanno deciso che ciascuno degli autori possa e anzi debba intervenire liberamente nel campo dell’altro. Così lo scrittore assembla immagini, i video artisti concepiscono testi, il compositore inventa parole. Aldo Nove spiega con un richiamo letterario lo spirito della mescolanza di generi, la caccia ai linguaggi che si incrociano: «Witold Gombrovitz in un suo libro dice che la poesia è come lo zucchero, va bene un cucchiaino ma a cucchiaiate fa venire il diabete».
Indeependance farà parte della manifestazione Music across, patrocinata dalla Regione Lombardia, che si svolgerà in settembre contemporaneamente alla seconda edizione di «MiTo», il festival di musica d’arte che invaderà Milano e Torino e con il quale Music across sarà in collaborazione.
Caterina Caselli esclude dissonanze: «Non c’è alcun intento di contrapposizione perché Music Across si muove in un’area che Mito non tocca. Ci piace MiTo ma ci siamo attraverso anche noi, in maniera armonica e con grande rispetto reciproco». MiTo è una rassegna di musiche e autori collaudati, Indeependance è una creatura nuova e anche un po’ rischiosa.
Sponsor dell’azzardo creativo è l’assessore regionale alla Cultura, Massimo Zanello: «Il nostro intento è promuovere e sostenere le nuove espressione artistiche del territorio. Vogliamo che Milano e la Lombardia possano esprimere la loro creatività musicale in ambito contemporaneo attraverso tutti i generi».