Parole come pietre

"Italia Oggi", martedì, rivelava che i servizi vaticani del Tg1 saranno affidati "a un giornalista non cattolico, ma di religione ebraica". È la prima volta: chiamasi notizia. Per il resto il quotidiano diretto da Franco Bechis si limitava ad augurarsi "che non ci fosse alcuna obiezione". Ma ecco che il Tg1 della sera, sempre martedì, s’inventava che il quotidiano aveva invece "contestato" il neo incaricato; una nota di Gianni Riotta biasimava il "gravissimo attacco" antisemita e fioccavano poi reazioni del Tg1, dell’Usigrai, del Tg3 e di quattro deputati: tutti scagliati contro il direttore di Italia Oggi che peraltro non solo è ebreo, ma appartiene a una famiglia che ha pagato un duro prezzo al nazismo.

Un altro episodio, meno rilevante, è capitato allo scrivente. Due settimane fa, non su queste pagine, scrissi che la deputata Fiamma Nirenstein, che vive in una colonia israeliana e si occupa notoriamente di Israele, nella sua attività rappresenta di fatto più Israele che l’Italia. Ebbene, l’onorevole ha replicato così: "Sono gli argomenti che usavano i fascisti. È a causa di argomenti così che mi ritrovo a vivere sotto scorta". Dopodiché Furio Colombo, sull’Unità dell’8 giugno, storpiava: "Facci è giunto a scrivere che Fiamma Nirenstein non può parlare a nome dell’Italia sulla questione di Israele perché è ebrea". Ora io dico questo: siamo alla follia.