Le parole del sentimento

Sarà perché è scritta a mano, inchiostro su carta, per un pubblico scelto di destinatari: amici, familiari, conoscenti. O forse per l’attesa che crea nell’interlocutore, che l’istantaneità de nuovi mezzi di comunicazione difficilmente riescono a suscitare. La lettera, nell’era degli sms, delle e-mail e delle chat, continua a sopravvivere, al di là del tempo e delle mode. Lo dimostrano i seimila italiani che, un po’ per gioco e un po’ per passione, hanno partecipato al concorso del «Festival delle lettere», la prima manifestazione italiana dedicata alla scrittura epistolare.
Tutto nasce da una provocazione: «Ma i giovani del terzo millennio sono ancora in grado di scrivere lettere?». Marco Corbani, Luca Carminati, giovani professionisti della comunicazione, raccolgono la sfida, e nel 2004 fondano l’associazione culturale «365 Gradi», presieduta da Marco Sachet, con sede a Cernusco sul Naviglio, per invogliare alla corrispondenza scritta a mano. «Tempestati ogni giorno da decine di e-mail e messaggi sul telefonino, ci siamo chiesti se la vecchia lettera con busta e francobollo avesse ancora il suo seguito di affezionati - spiega Luca Carminati, ideatore del progetto -. Così abbiamo lanciato un concorso che premiasse la lettera più bella: ci hanno risposto in settecento, dai cinque ai novant’anni». Dal successo del primo anno è nato un festival, che oggi può contare su un patrimonio di oltre 6.500 lettere scritte a mano. «È emerso un mondo che sembrava non esserci più, fatto di emozioni, sentimenti, desideri. Un campione sensibile del nostro Paese». Arrivano da tutta Italia, soprattutto dalla Lombardia (seguita dal Veneto ed Emilia Romagna). A scrivere sono soprattutto donne (66%), giovani (31%) e bambini (37%), ma non mancano gli over 50 (21%), e persino qualche ultranovantenne (1%). Tra i vincitori, anche un detenuto del carcere di Spoleto, e una persona non vedente «che ci ha mandato il testo scritto in braille».
«Lettera a uno straniero» è il tema della nuova edizione (patrocinata da Regione Lombardia, Provincia e Comune di Milano) che va a sommarsi alle altre sezioni in gara: «lettera a tema libero» (per gli under 14), «lettera nel cassetto» (che deve avere almeno vent’anni) e «grafia più accogliente». Previsto anche un «Premio alla Libertà» in memoria del giornalista Ettore Carminati. «Il tema può essere interpretato liberamente, al di là del senso letterale - spiega Carminati -. Lo “straniero” non è per forza colui che ha un colore di pelle diverso dal nostro o che vive dall’altro capo del mondo. Oggi lo straniero abita nella nostra terra, è il nostro vicino di casa. Ci è arrivata persino una lettera dedicata a un orsacchiotto di peluche, appoggiato in un angolo della camera matrimoniale: “straniero” rispetto al suo ambiente originale». Di anno in anno il festival è cresciuto, sono aumentate le adesioni (da 700 a 2241 del maggio scorso) e le iniziative correlate. Come le «buste dipinte», realizzate da artisti contemporanei e messe in vendita per Avsi (Associazione Volontari per il Servizio Internazionale). O l’«Episto-diario», un taccuino Moleskine da compilare giorno dopo giorno, assegnato a un personaggio famoso (quest’anno è stato affidato alla cantautrice Elisa) e messo all’asta, a scopo benefico, la sera della premiazione. E poi le «video-lettere», trasformate in cortometraggi, o le «lettere-cartoon». Per partecipare basta scaricare il bando sul sito www.festivaldellelettere.it e inviare all’associazione «365 Gradi» (casella postale n° 10520063, Cernusco s/N - Milano) due copie della lettera, una cartacea e una dattiloscritta, entro il 15 maggio. Le lettere saranno valutate e premiate a ottobre, al Teatro dal Verme (il valore dei premi varia dai 200 ai 400 euro), da una giuria di esperti: Rosellina Archinto, Roberta Einaudi, Ambrogio Borsani, Edgarda Ferri, Isabella Bossi Fedrigotti, Piero Gelli. «Non sono opere letterarie - continua Carminati -. Sono emozioni: la lettera premiata è quella che meglio riesce a trasmetterle».