Parolisi: «Sono innocente, fatemi uscire» Difesa in 150 pagine, il giudice decide oggi

Il giorno della verità per Salvatore Parolisi. Il caporalmaggiore, 30 anni, di Frattamaggiore (Napoli), è comparso ieri davanti ai giudici del Riesame del Tribunale dell’Aquila. Accusato dell'omicidio di sua moglie, Melania Rea, 29 anni, scomparsa il 18 aprile scorso, Parolisi è attualmente detenuto in carcere a Teramo. I suoi difensori, in una memoria di 150 pagine, hanno tentato di smontare ad una ad una le prove raccolte dalla Procura di Ascoli, poi confluite nell'ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari di Teramo, dove l'inchiesta è stata trasferita per competenza territoriale. E dopo il vaglio del Gip, quello del Tribunale della Libertà rappresenta il primo pronunciamento di un giudice terzo sull'impostazione accusatoria degli inquirenti. L'ordinanza motivata è attesa per questa mattina. Parolisi è arrivato a bordo di un furgone della polizia penitenziaria partito dal carcere Castrogno. La posizione di Parolisi, istruttore di reclute donne alla caserma di Ascoli che ospita il 235/mo Reggimento Piceno, si è aggravata quando sono emerse le numerose contraddizioni nelle versioni via via fornite. Anche le omissioni sulle relazioni extraconiugali che intratteneva con alcune delle sue reclute hanno contribuito a consolidare i sospetti nei suoi confronti. Il caporalmaggiore aveva prima negato l'esistenza di un'amante, poi ha cercato di sminuire l'importanza del rapporto con Ludovica Perrone, soldatessa di Sabaudia. Quando poi sono stati rintracciati i messaggi e le promesse di amore eterno che i due si scambiavano, la sua credibilità è precipitata. La difesa dovrà spiegare le tracce di dna del proprio assistito rinvenute sulla bocca di Melania e giudicate dai periti della Procura «recenti», risalenti a pochi istanti prima della morte. L'uomo ha sempre detto di essere innocente sostenendo che la moglie si trovava con lui a Colle San Marco e non nel bosco delle Casermette di Ripe di Civitella del Tronto (Teramo), dove il suo cadavere è stato trovato solo due giorni dopo.