Parroci in campo contro le truffe agli anziani

«Vogliamo sensibilizzare tutti i parroci monzesi proprio perché anche loro si attivino in questo senso e mettano in guardia i fedeli più anziani dai pericoli di questo tipo di truffe» ha detto ieri il vice questore che dirige il commissariato di Monza, Salvo Patanè.
È di nuovo allarme per le truffe agli anziani. E non solo a Milano. Anche la cittadina di Monza comincia a preoccupare sotto questo profilo le forze dell’ordine. E, tanto per raccontare l’ultima delle tante, ieri mattina al commissariato di polizia della cittadina si è presentato un settantenne che ha denunciato di essere stato raggirato da un uomo che lo ha derubato di 2mila euro.
Il truffatore ha agito in maniera subdola, avvicinando l'anziano e fingendosi il figlio di un conoscente. Dopo aver conquistato la fiducia del 70enne, gli ha proposto l'acquisto di un giaccone di pelle di «alta moda» (almeno così diceva lui) che teneva nella sua auto, una Mercedes classe A, e lo ha accompagnato fino alla banca dove il pensionato ha ritirato i soldi necessari per comprare non uno, ma due capi. L’epilogo della vicenda è più o meno immaginabile: alla fine il truffatore ha consegnato alla vittima un pacco che però conteneva solo del cartone invece dei due giacconi promessi.
La truffa di ieri, però, diventa ancora più grave se aggiungiamo a un altro tentativo di raggiro, verificatosi mercoledì, che era stato sventato da un'anziana signora alla quale si erano presentati i due «soliti» finti operai del gas, una delle false identità più usate da questi balordi. Che, in questo caso, però, si è rivelata una scelta infruttuosa. La donna, infatti, invece di aprire la porta ai due sconosciuti e subodorando evidentemente l’inganno, ha avvertito la polizia e ha spinto così i due truffatori a darsela a gambe il più in fretta possibile.
«È il comportamento più giusto da tenere. Non bisogna temere di chiamare il 113 se si sospetta qualcosa» ha detto ancora ieri Patanè.