«Parroco aggredito Ora telecamere anche in chiesa»

Il parroco l’aveva sorpreso a «pescare» con un improvvisata lenza dentro alla cassetta dell’elemosine. E lui l’ha aggredito colpendolo selvaggiamente. Tanto che Don Luciano Cescon, parroco della chiesa dei Filippini a Verona, è finito all’ospedale con una prognosi di due mesi e rischia di dover subire un intervento alla mascella. L’aggressore si è dato alla fuga, ma è stato fermato ieri dalla Squadra mobile scaligera. Si tratta di un 31enne russo, irregolare, tossicodipendente in cura presso il Sert di Verona. L’episodio ha sconvolto la città, anche perché non si tratta della prima aggressione ai danni di sacerdoti della zona. Il vescovo di Verona, monsignor Giuseppe Zenti, in un’intervista al quotidiano locale, l’Arena, ha lanciato un appello a mettere un freno alla criminalità e a difendere le chiese. Il vescovo ha invitato i parroci ad attrezzare le canoniche e le chiese di sistemi di sicurezza, telecamere comprese, e «a non lasciare entrare nessuno se non lo si conosce. È tempo - dice - di mettere in pratica la virtù della prudenza». Monsignor Zenti, parlando alla cittadinanza profondamente colpita, tiene a precisare però che «non si tratta di mancare di carità, ma di tenere gli occhi aperti solo per proteggersi. La carità va fatta nei modi debiti, attraverso quelle istituzioni che sono delegate a questo» e conclude avvertendo che «si deve distinguere il vero bisognoso da chi sfrutta il bisogno».