Il parroco di Certosa muore precipitando in un dirupo

Don Renzo Ghiglione stava facendo un’escursione a Terralba

(...) a un canalone sopra Terralba, ad Arenzano. Lui ci andava tutti i mercoledì il suo giorno libero: ieri mattina era partito con don Michele Cavallero, rettore del seminario ed ex parroco di Rivarolo. Secondo la ricostruzione fatta da don Cavalleri ai carabinieri del tenente Pittaluga di Arenzano, che ha guidato l’operazione di recupero del corpo, i due escursionisti, perfettamente equipaggiati e molto esperti, ieri mattina erano diretti al massiccio del monte Beigua. Verso le 11 hanno lasciato l’auto in località Pacorara, sotto il Muvita, e hanno proseguito a piedi, imboccando il «sentiero dell’ingegnere». Poi hanno variato il percorso solito avviandosi verso ponte Negrone, superando il lago «de a Tina» per raggiungere località «cu du mundu» segnalata come percorribile solo da esperti. Loro lo erano. Sono le 13: don Renzo precede don Michele di dieci metri, la vegetazione è fitta e improvvisamente don Renzo scivola. È un attimo, don Michele corre ma riesce soltanto a sentire il rumore di arbusti spezzati. Don Renzo tenta disperatamente di aggrapparsi a qualcosa, grida. Poi si sente il rumore dell’acqua del torrente. Don Renzo è in fondo a una gola di trenta metri, don Michele lo sente appena lamentarsi. Poi più nulla. Don Michele chiama il 118, ma l’elicottero dei vigili del fuoco, partito immediatamente, quando li localizza non riesce ad atterrare. Da Arenzano partono i soccorritori a piedi con i vigili del fuoco e i carabinieri. Solo alla fine del pomeriggio, dopo le sei, il corpo viene recuperato e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria. Sarà il pm Panichi a decidere se sul cadavere sarà eseguita l’autopsia. Ma ieri sera due delegazioni e il mondo cattolico genovese erano in lutto. A Certosa in serata è stata organizzata una veglia di preghiera. I suoi ragazzi hanno pregato e cantato per lui. Ancora una volta. Anche se lui non c’era più a suonare la chitarra per loro.