Il parroco condannato per le campane troppo rumorose fa ricorso: «Contiamo sull’appello». E sulla Provvidenza

«Il campanile era muto da anni, ricorreremo in appello, ci sono sentenze della Cassazione a noi favorevoli»: don Stefano Queirolo, parroco di Madonna del Carmine, a Lavagna, non trova giusta la sentenza emessa dalla sezione civile del Tribunale di Chiavari che condanna la parrocchia a pagare un risarcimento di 60mila euro a una donna per il «disturbo» causato dal rumore delle campane della chiesa di Santo Stefano. La donna, un’insegnante in pensione, aveva intentato causa alla parrocchia sostenendo di avere subito danni biologici e morali. E il giudice le ha dato ragione. «È una vicenda che si trascina dagli anni Ottanta - spiega in particolare don Stefano -. Da allora molto è cambiato, negli anni Novanta è stato abolito lo scampanio notturno, sono stati messi pannelli fonoassorbenti. Da anni, inoltre, il campanile in questione tace. Ne usiamo un altro, a un centinaio di metri di distanza. Sessantamila euro - conclude il parroco - per noi è tantissimo, ma speriamo nell’appello». E, magari, anche nella Provvidenza.