Parsifal, viaggio nel destino dell’eroe del Santo Graal

Lo spettacolo di Franco Palmieri è ispirato a un lavoro dello psicologo Claudio Risé

Un eroe impegnato a portare a termine un’impresa; un giovane che, guidato dal suo ardire, compie il percorso segnato dal suo destino; a lui, cavaliere della Tavola Rotonda che riesce a ritrovare il Graal, Wagner dedicò la sua ultima opera. Parsifal, in scena alla Sala Fontana in prima nazionale, è la pièce che Franco Palmieri ha confezionato, suggestionato dal lavoro dello psicoterapeuta Claudio Risé, Parsifal-l'iniziazione maschile all'amore, e avvalendosi dell'interpretazione di Davide Giandrini.
Psicanalista e docente di Psicologia dell'educazione alla facoltà di Medicina e Chirurgia all’università Bicocca, Claudio Risé ha consegnato nelle mani di Palmieri il suo primo lavoro che scrisse traendo ispirazione dai suoi sogni, per poi utilizzarlo durante seminari clinici, prima di renderlo un vero saggio di psicologia analitica. «Si tratta di un romanzo che scrissi una ventina di anni fa - racconta - e da allora ha già avuto sette ristampe. Oltre ad avere rappresentato un materiale significativo per le scuole, Parsifal incontra anche il pubblico del teatro». Nei panni del consulente, Risé ha accompagnato Palmieri nell'allestimento dello spettacolo.
Parsifal è un puro folle. Dopo aver perso il padre, un valoroso cavaliere, il ragazzo viene rinchiuso dalla madre in una fattoria dove, vivendo a contatto con la natura e dovendo soddisfare solo i semplici bisogni primari, viene sottratto da ogni tipo di educazione. «Avvolto nella sua ingenuità il giovane sente l'esigenza di compiere un percorso esistenziale puramente maschile. L’allestimento di Palmieri - continua Risé - ha rispettato la storia degli archetipi mettendo sulla scena la madre regina, la bella giovane della quale Parsifal si innamora, avvalendosi di una modernità di linguaggio semplice già presente nel mio lavoro, ma in questa occasione ampliata».
Uno spettacolo che vuole trasmettere un messaggio morale o educativo? «L’uomo ha bisogno degli altri che potrebbero essere anche la rappresentazione di Dio. Passaggio fondamentale della crescita dell'individuo è riuscire a prendersi cura del dolore dell'altro. “Dimmi cosa ti strugge”: e con questa apertura verso l'altro, Parsifal realizza il suo destino». Attraverso il monologo il protagonista, circondato da simbolici oggetti in una cornice scarna ma tanto ampia da poter accogliere la forza della parola, compie il viaggio all'iniziazione maschile e all'amore sensuale.
Parsifal
Teatro Sala Fontana
Fino al 27 gennaio
Informazioni: 02.6886314