Parte la campagna «Vespasiani puliti»

«Turismo? Non siamo neppure in grado di fornire a chi viene da fuori un servizio di bagni pubblici decenti». E' lo sfogo del consigliere comunale Franco De Benedictis, Lista Biasotti. Che punta il dito contro la fatiscenza dei vecchi vespasiani di Genova, brutti, sporchi e maleodoranti. Ma anche contro quelli nuovi, che, nella maggior parte dei casi, sono chiusi perché inagibili. I vespasiani all'ombra della Lanterna sono in tutto 188. Solo 22, però sono quelli di «ultima generazione», autopulenti. Di questi, almeno 11 sono inutilizzabili. «Anche quelli più vecchi potevano andare bene - dice De Benedictis -, l'importante è che vengano mantenuti puliti e in ordine. Allo stato attuale si può essere arrivati solo senza interventi di manutenzione, neanche quella ordinaria. E il risultato è purtroppo sotto gli occhi di tutti, spesso anche sotto il naso». Ma il Comune vede e provvede. Almeno, questo è quanto assicurato dall'assessore alla Manutenzione, Elisabetta Corda, nel corso del consiglio comunale di ieri pomeriggio: da ottobre 2008 a oggi sono già stati stanziati 240mila euro per il ripristino, la manutenzione e la demolizione dei vespasiani ormai irrecuperabili. Gli interventi, 26 in tutto, sono stati eseguiti con le indicazioni dei municipi. «Continueremo a lavorare con le municipalità - spiega Elisabetta Corda - per capire quali sono le esigenze in merito di ogni zona della città». Il primo ciclo terminerà entro la fine della primavera. Poi, saranno studiati gli interventi successivi, per cui andranno stanziati nuovi fondi. «Non bisogna poi dimenticare i parchi urbani - fa eco Guido Grillo, consigliere comunale di Forza Italia -, che sono completamente sprovvisti di vespasiani». Oppure, ce li hanno, ma sono chiusi. E' il caso dei giardini di viale Bracelli, a Marassi. «Trent'anni fa è stata costruita all'interno del parco una piccola struttura con servizi annessi - racconta Guido Grillo -: non sono mai stati utilizzati. Sono ancora lì, nuovi e chiusi».