Parte dalla capitale l’appello per i due soldati israeliani rapiti

Ieri la Comunità ebraica di Roma ha ricevuto a casa di un imprenditore della capitale i parenti dei rapiti

Un’iniziativa di solidarietà per richiedere l’immediato rilascio dei tre soldati israeliani che tutt’oggi sono nelle mani di Hamas ed Hezbollah. Ieri la Comunità ebraica di Roma (Cer) e l’Unione delle comunità ebraiche italiane (Ucei) hanno ricevuto, nel salotto di un imprenditore romano, i familiari dei soldati israeliani rapiti l’estate scorsa dai miliziani Hezbollah e da Hamas in territorio israeliano.
L’incontro, a cui hanno partecipato intellettuali e rappresentanti degli schieramenti politici, ha avuto l’obiettivo di promuovere un appello, che in questi giorni ha fatto il giro del mondo: «Chiediamo l’immediato e incondizionato rilascio dei soldati israeliani Ehud Goldwasser e Eldad Regev, sequestrati da Hezbollah il 12 luglio 2006 e di Gilad Schalit, sequestrato da Hamas il 25 giugno 2006», recita l’appello che ha tra i firmatari autorevoli nomi, quali il primo ministro inglese Tony Blair, la senatrice Hillary Clinton e il sindaco di New York Michael Bloomberg.
«Anche in Italia c’è stata molta partecipazione, infatti in questi giorni abbiamo raccolto migliaia di firme - ha detto Riccardo Pacifici, vicepresidente della Comunità ebraica di Roma -. Noi vogliamo che tutte le forze politiche, al di là delle divisioni in materia di Medioriente, si mobilitino in forma bipartisan affinché questi ragazzi possano tornare finalmente a casa, perché qui si tratta di difendere i diritti umani che non hanno un colore politico, e sono comuni a tutti i popoli e le nazioni».
E mentre i familiari dei soldati rapiti ringraziavano le autorità per l’adesione all’iniziativa, è arrivata la telefonata di solidarietà del premio Nobel per la Pace Shimon Peres. Tra i presenti, oltre all’ambasciatore dello Stato d’Israele in Italia Ghideon Meir, anche l’onorevole Daniela Santanchè (An) e Beatrice Lorenzin (Fi).
«Ho firmato subito questo appello - ha detto la Lorenzin -. Come giovani di Forza Italia siamo umanamente vicini alle famiglie dei soldati rapiti, per questo ci stiamo mobilitando affinché si aggiungano altri nomi alla lunga lista di firmatari».