Parte dall’anagrafe la lotta ai fannulloni: i cittadini «cliccano» i voti ai dipendenti

FACCINE Su un totem i simboli delle chat per protestare se la coda è troppo lunga o promuovere la cortesia degli addetti comunali

Il Comune di Milano sperimenta il linguaggio delle chat. Una botta di modernità per farsi dare i voti dai cittadini. Faccina verde e sorridente uguale «niente coda agli sportelli dell’anagrafe, servizio buono e addetto comunale gentile». Faccina rossa e triste uguale «Comune bocciato». Il parere neutro verrà espresso da un emoticon giallo. Come a dire: il giudizio è in sospeso ma puoi fare di meglio.
Parte dagli uffici dell’anagrafe di Milano il progetto «Mettiamoci la faccia» voluto dal ministro alla Pubblica amministrazione Renato Brunetta per spronare gli uffici pubblici a migliorarsi. Anche altri servizi si metteranno a breve alla prova e parliamo di «carrozzoni» del calibro di Inps ed Enpals, dove le grane agli sportelli sono all’ordine del giorno, immancabili. A ruota seguiranno anche Poste, Aci e Camera di commercio.
I faccini, gli stessi che i ragazzini usano per chattare su internet o negli sms, saranno disponibili su una mini tastiera, un totem piazzato a lato degli sportelli ed estremamente facile da usare, anche per chi ha poca familiarità con la tecnologia.
«La sperimentazione - spiega Stefano Pillitteri, assessore milanese alla Semplificazione - durerà nove mesi. Dopo di che, valuteremo il modo di rendere il servizio definitivo». L’idea, c’è da giurarci, sarebbe piaciuta anche a Pillitteri senior, ex sindaco della Milano da bere, ma ai tempi i pc nella pubblica amministrazione non erano quasi sbarcati.
Il progetto informatico, studiato assieme a Telecom Italia, si basa su una piattaforma software ed hardware che registra le risposte degli utenti e le trasmette immediatamente, via wi-fi, a un centro di elaborazione che ne ricava una statistica. In tempo reale, quindi, si saprà qual è il Comune più secchione e quello da mettere dietro alla lavagna.
«Siamo di fronte ad una piccola, grande rivoluzione culturale - sostiene Brunetta, l’uomo dei tagli e dell’efficienza -. Vogliamo che la cultura della valutazione sia generalizzata. Vogliamo che da questa iniziativa parta una grande onda culturale. Non ci sarà un “grande fratello” centrale, ma una forma di controllo in forma sperimentale e volontaria per le pubbliche amministrazioni in senso stretto e per le public utilities».
Il meccanismo delle «faccine» quindi «non sarà un modo per criminalizzare l’impiegato dietro lo sportello» ma i risultati delle votazioni dei «clienti» potranno essere «un criterio di premialità per i dipendenti». Si mira alla meritocrazia, per spronare tutti a fare di più. Per evitare rispostacce ai cittadini e per trovare le soluzioni a inghippi burocratici e cavilli vari nei documenti e nelle certificazioni.
Gli emoticon saranno una cartina tornasole di come funzionano i servizi comunali e un termometro utile anche agli stessi dipendenti.