Parte dall’Australia la sfida di Murdoch Jr al padre Rupert

Il trentasettenne Lachlan, ex erede designato, si mette in proprio per fare concorrenza a News Corp

da Milano

Murdoch figlio contro Murdoch padre nella nativa Austrialia. Il figlio del magnate dei media, già erede designato al comando della corazzata News Corp, che possiede alcuni tra i giornali e le televisioni più popolari del mondo, come Fox e il Times di Londra, ha infatti deciso di acquisire per 3,3 miliardi di dollari australiani (pari a 2,9 miliardi di dollari americani) il gruppo editoriale Consolidated Media Holdings (CMH). Lachlan, primogenito di Murdoch, 37 anni, aveva lasciato ogni incarico operativo in News Corp nel 2005, pur rimanendo nel board.
Una mossa in aperto contrasto con il padre che, nonostante l’età, 77 anni, non ha alcuna intenzione di ritirarsi ed ora è affiancato nelle attività di News Corp dal secondogenito James. Lachlan, tra l’altro, era responsabile di Sky Italia ed era stato molte volte nel nostro Paese, partecipando anche a diversi eventi tra cui l’Osservatorio Giovani Editori, l’appuntamento coordinato da Andrea Ceccherini, operando alcune scelte strategiche per quella che è in pratica l’unica emittente televisiva satellitare a pagamento presente in Italia. Nato a Londra, ma cresciuto a New York, con una laurea in Filosofia a Princeton, Murdoch junior ha iniziato a lavorare in Australia ed è stato editore del New York Post, facendone lievitare la diffusione del 40%. Ora, invece, assieme a James Packer, anch’egli figlio di un uomo d’affari, Kerry Packer, ha lanciato l’offerta sul gruppo media australiano che lo porterà a fare diretta concorrenza all’impero del padre. «Conosco questo business davvero bene - ha detto in un’intervista Lachlan Murdoch - ho gestito 35 stazioni televisive negli Usa e ho un background piuttosto solido nella stampa». L’offerta in azioni e contanti è pari a 4,80 dollari per azione, con un premio del 24,4% sull’ultimo prezzo scambiato da Consolidated prima che venisse sospesa in Borsa. Gli analisti, intanto, giudicano appetitoso il boccone, visto che la società è il secondo gruppo tv d’Australia e ha in mano asset come il 25% di Foxtel oltre al 50% di Premier Media Group, titolare dei canali sportivi di Fox.
Ma i due figli d’arte, Packer e Murdoch, dovranno superare qualche diffidenza da parte degli investitori. Dopo la morte del padre, James Packer ha separato dal business del gioco d’azzardo quello dei media, raggruppato in Consolidated Media di cui mantiene il 38% e che rappresenta dunque un buon punto di partenza per il successo dell’offerta. I precedenti, però, non sono favorevoli alla coppia.
Nel 2001 infatti avevano tentato il rilancio di One.Tel, il gruppo delle telecomunicazioni finito poi in bancarotta con un buco di 600 milioni di dollari australiani.