Parte da Farini il restyling degli scali abbandonati

Entro dodici mesi sarà pronto anche il progetto di Porta Romana. Poi, via ai lavori

Nuovi spicchi di città lì dove oggi c’è il degrado degli scali ferroviari dismessi. Verde, nuovi servizi, zone attrezzate, spazi da riservare a nuova edilizia pubblica, alle funzioni collettive e ai parcheggi. Ieri, a Palazzo Marino, il sindaco Gabriele Albertini per il Comune ed Elio Catania, presidente e ad del Gruppo Ferrovie dello Stato, hanno firmato un accordo quadro per la riqualificazione delle aree di proprietà delle Ferrovie. Obiettivo dell’intesa, la prima in Italia e perciò destinata ad essere riprodotta anche altrove, il riassetto urbanisto di ampie zone della metropoli, ma anche il potenziamento del sistema ferroviario. «Abbiamo inventato un meccanismo virtuoso – spiega l’assessore ai Trasporti Giorgio Goggi – che mentre genera le risorse per i nuovi collegamenti ferroviari e metropolitani, produce riqualificazione della città e del paesaggio». Sulla base degli strumenti urbanistici il Comune promuoverà la riqualificazione delle aree ferroviarie assegnando nuove destinazioni urbanistiche, mentre Ferrovie dello Stato - attraverso RFI, la società dell’infrastruttura del Gruppo FS - destinerà i proventi della valorizzazione immobiliare al miglioramento del sistema ferroviario, finanziando, per esempio, il secondo Passante, razionalizzando la rete merci, realizzando la ristrutturazione della cintura Sud, destinata a funzionare in futuro anche come metropolitana urbana.
«È un passo importante - le parole di Albertini - perchè tanti pezzi, tante tessere di una Milano passata e non più vitale saranno sostituiti da un mosaico di giardini, palazzi, uffici, servizi». Si parte dagli scali Farini e Porta Romana. Due aree che misurano complessivamente 400mila metri quadrati. Dodici mesi per elaborare il master plan (il piano esecutivo) e subito via ai lavori. «Poi - annuncia Albertini - toccherà a Milano Certosa, al raccordo di Greco, a Porta Garibaldi, Centrale, Lambrate, Milano Smistamento. E ancora Porta Genova, San Cristoforo, Rogoredo. Tutte operazioni che porteranno risorse economiche da destinare alla realizzazione del Secondo Passante, il cui tracciato sarà definito entro l’anno, alla sistemazione delle linee merci e al raddoppio della Milano-Mortara che, all’interno del territorio cittadino, sarà convertita in linea metropolitana urbana.
«Applicheremo il “Metodo Milano” – spiega l’assessore allo Sviluppo del territorio Gianni Verga –, quello già impiegato nell’operazione Fiera che ha consentito di unire la qualità della progettazione urbanistica ed edilizia con un notevole introito di risorse derivanti dalla valorizzazione immobiliare». «Grazie a questo accordo - aggiunge Catania - ampie zone che si trovano nel cuore dell’area metropolitana e che non sono più funzionali all’attività delle Fs, tornano ad essere patrimonio dei milanesi e del vissuto quotidiano della città. E la rete ferroviaria di Milano potrà segnare un ulteriore miglioramento dell’efficienza». Rosario Gaetano, ad di Ferrovie Real Estate (la società immobiliare del Gruppo Fs), sottolinea che «il percorso di valorizzazione delle aree già pronte per il “rilascio” alla città (Scalo Farini e Porta Romana) potrà essere avviato in tempi rapidi coinvolgendo i migliori operatori del settore che verranno scelti con procedure pubbliche e trasparenti».