Parte la fusione tra Ras e Allianz

da Milano

È di 3 azioni ordinarie Allianz per ogni 19 ordinarie e risparmio Ras il rapporto di cambio nella fusione per incorporazione della società assicurativa italiana nella casamadre tedesca. Il consiglio di gestione di Allianz e il consiglio di amministrazione di Ras, a seguito dell’Opa chiusa di recente, hanno infatti approvato l’annunciato progetto di fusione tra le due società e fissato il rapporto di concambio.
Inoltre il consiglio Ras, la società guidata da Paolo Vagnone, ha esaminato le stime di chiusura del 2005, che prevede un utile nel consolidato di 835 milioni con un balzo del 20,8% rispetto ai 691 milioni del 2004 che già avevano segnato un incremento del 25%. La fusione avrà effetti civilistici dopo le assemblee ordinarie di Ras e Allianz e quindi dopo la messa in pagamento dei dividendi relativi all’esercizio 2005 (0,8 euro per Ras). Prima della sospensione del titolo ieri mattina le azioni Ras quotavano 19,94 euro mentre le Allianz quotano 126,89 euro, in linea con i rapporti di concambio espressi dal mercato. Dopo l’annuncio dell’operazione i titoli sono stati riammessi alle contrattazioni alle 14,30: Ras ha chiuso la seduta con una progresso dello 0,15% (le risparmio hanno ceduto lo 0,85%) mentre Allianz ha segnato un miglioramento dell’1,3%.
Il progetto di fusione sarà sottoposto alle assemblee straordinarie di Ras e Allianz rispettivamente il 3-4-6 febbraio e l’8 febbraio 2006. La fusione avrà efficacia contabile e fiscale dal primo gennaio 2006. Il rapporto di cambio, si legge in una nota congiunta, è stato determinato dagli organi delle due società «sulla base delle metodologie valutative comunemente accettate».
Le due compagnie si sono avvalse di advisor e sia la congruità del rapporto di cambio, sia l’adeguatezza delle metodologie adottate saranno sottoposte agli esperti nominati dal tribunale di Monaco e da quello di Milano nelle società Deloitte & Touche per Allianz e Mazars & Guerard per Ras. Allianz, dopo la recente Opa su Ras, è titolare del 76,3% del capitale ordinario della compagnia e del 71,3% del capitale di risparmio, che peraltro rappresenta solo lo 0,1% del capitale complessivo della compagnia.