Parte da Genova il vaccino anti-aviaria

Francesco Gambaro

Via libera dal Comitato Etico dell’azienda ospedaliera San Martino alla sperimentazione del vaccino contro il virus dell’influenza aviaria. Ieri infatti è stato approvato il protocollo dello studio nei confronti del ceppo virale H5N1, nella malaugurata ipotesi di una pandemia. E Genova, attraverso il Centro interuniversitario di ricerca sull'influenza del Dipartimento di Scienze della Salute diretto dal professore Pietro Crovari, è capofila nella prima sperimentazione del vaccino sull’uomo avviata nel nostro Paese. Unitamente a Chieti e Siena, il prodotto (già tastato in via preliminare su una sessantina di pazienti inglesi) verrà somministrato, a partire da marzo per tre mesi, a 520 volontari (180 a Genova) tra i 18 e i 65 anni. Se la sperimentazione avrà esito positivo, il prossimo autunno il vaccino potrebbe essere utilizzato nel caso di pandemia influenzale aviaria. «Il compito del Comitato - ha sottolineato il presidente Luigi Francesco Meloni - è la tutela dei diritti, della sicurezza e del benessere dei soggetti coinvolti. La nostra valutazione è di carattere esclusivamente etico, ed è ciò che abbiamo fatto oggi approvando il protocollo dopo aver valutato il percorso che la sperimentazione dovrà avere, le ragioni che la sostengono e gli obiettivi che si propone di conseguire».
Dopo la valutazione degli aspetti tecnico - medici, nelle prossime settimane scatterà, quindi, il reclutamento dei volontari, divisi in due gruppi di età: dai 18 ai 61 anni e dai 61 anni ai 65 anni. Per partecipare allo studio clinico si richiede un buono stato di salute, l’assenza di allergie e, ovviamente, la disponibilità a firmare il consenso informato. La sperimentazione avverà in due fasi: a distanza di un mese ai volontari sarà somministrata la seconda dose del vaccino prodotto dalla multinazionale Chiron con centro di ricerca a Siena. A quel punto l'Emea (organismo tecnico europeo corrispondente alla nostra agenzia del farmaco) è chiamato a trarre le conclusioni per autorizzare la registrazione e l'immissione del vaccino nel mercato.
«L'obiettivo dello studio - spiega Paolo Capra, direttore sanitario dell'azienda ospedaliera San Martino - è dimostrare che il vaccino pilota è sicuro e in grado di determinare una risposta immunitaria specifica e protettiva contro il virus». Ma il direttore del San Martino ha voluto subito puntualizzare che l'approvazione del protocollo è solo una tappa per fronteggiare un'eventuale pandemia di influenza aviaria, «visto che ad oggi non esiste neppure un caso di trasmissione del virus da uomo a uomo. Ogni allarmismo allo stato attuale è ingiustificato».
Mentre per il professor Pietro Crovari (cordinatore del centro insieme a Roberto Gasparini) «se nel secolo scorso abbiamo avuto tre pandemie, non ci sono motivi per cui non si possa ripetere in futuro questa situazione».