Parte del governo lascia già a terra il piano di Rutelli

La Pollastrini: il vicepremier sbaglia. Moratti e Formigoni: «Milano cresce»

da Milano

L’unità nel centrosinistra precipita anche sul caso Malpensa. Il vicepremier Francesco Rutelli ha appena criticato la scelta del secondo hub del nord Italia e dal ministro per le Pari opportunità, Barbara Pollastrini, arriva subito il «niet». Secche le parole del ministro: «Malpensa non è il tallone di Achille di Alitalia - spiega la Pollastrini a margine di un incontro a Milano -. Tutto il Paese ha bisogno che Malpensa si sviluppi e diventi un grande scalo per competere con gli aeroporti europei e mondiali. È interesse di tutti che Malpensa abbia una maggiore responsabilità per non perdere la chance della competizione e della mobilità». Parole dure, accompagnate a un’altra stoccata al vicepremier: «È assurdo cadere nella querelle Roma-Milano. È un modo di vedere molto miope e meschino». Punzecchiato, Rutelli precisa il suo pensiero: «Nessun contrasto tra i due scali, ma nel nord ci sono più passeggeri business, a Roma più passeggeri turistici».
Più o meno lo stesso concetto espresso dal sindaco di Milano Letizia Moratti che, in un’intervista a Repubblica, snocciola dati: «Malpensa non è il problema ma la soluzione ai problemi della compagnia di bandiera. Se il governo non lo capisce, non fa un dispetto a Milano o a me. Ma lo fa all’azienda. Un’Alitalia concentrata su Fiumicino sarebbe condannata a una lenta agonia. È sui dati che dobbiamo ragionare - continua il primo cittadino -. Le cifre ufficiali sono inoppugnabili: il 70 per cento dei biglietti aerei emessi in Italia è venduto da Bologna in su». Gli aeroporti lombardi, poi, godono di ottima salute. «Il sistema milanese è quello che dal ’97 è cresciuto di più - precisa la Moratti - passando da 18 a 30 milioni di passeggeri. Malpensa è lo scalo che registra il più alto tasso di crescita tra quelli europei (più 11 per cento nei primi sei mesi del 2006, contro il più 5,6 per cento della media). Dal ’97 al 2005 - senza voler peccare di campanilismo - Milano è cresciuta più di Roma».
E anche dal governatore lombardo Roberto Formigoni si alza un grido di protesta per l’uscita di Rutelli: «Sarebbe un errore dal punto di vista industriale se il governo decidesse per Fiumicino» rispetto a Malpensa nel ruolo di hub intercontinentale su cui puntare per il rilancio del traffico aereo nazionale. Formigoni è esplicito: «Se Palazzo Chigi decidesse in questo senso, si prenderebbe una responsabilità gravissima». Quindi, chiede un’incontro immediato con l’esecutivo «per uscire da questa incertezza».
La Lega, invece, si sente colpita nel vivo e tramite l’ex ministro al Welfare Roberto Maroni fa sapere che «per contrastare il piano Rutelli su Alitalia e Malpensa il Carroccio ha deciso di presentare una mozione in Parlamento per tutelare gli interessi dello scalo di Malpensa e più in generale del nord». Roberto Calderoli allarga le braccia: «Il piano di Rutelli testimonia non solo il perdurare di “Roma ladrona” che vuole costantemente spremere il Nord, che fino a oggi ha sempre tirato l’economia di tutto il Paese, ma dimostra anche un atteggiamento razzista. Questi signori pensano di fare i favori agli “amici degli amici”, ma poi alla fine faranno soltanto il male di tutti: non è Malpensa che non va, ma è l’Alitalia a non andare. Perciò chiudiamola e facciamo partire in fretta qualcosa di nuovo e di strutturalmente sano».