Parte da Milano lo «scatto» del Pdl genovese

(...) Poi bisognerà contagiare con l’entusiasmo di domenica anche quelli che resteranno a casa e trasformare tutto in azione politica: «Mettiamoci alle spalle il momento difficile appena passato e cominciamo a lavorare per avvicinare le persone alla nostra realtà» scandisce Roberto Cassinelli che annuncia un’assemblea aperta a iscritti e simpatizzanti del Popolo della Libertà nella quale chi parla non saranno i soliti noti (parlamentari, consiglieri regionali e comunali) ma la base. Lunedì 18 ottobre alle 18.30 il Popolo della libertà, nel senso autentico del termine, si ritroverà con la possibilità di esprimere la propria opinione, di dire cosa non va e come vorrebbe che venisse gestito il partito: «Prepareremo un’urna nella quale chi vorrà intervenire dovrà inserire un biglietto con il proprio nome: daremo la possibilità a tutti di esprimersi per 4 minuti ciascuno», spiega Cassinelli.
Un momento per fare un passo indietro e dare credito a chi vede il partito come lontano dalla gente e ad uso solo di chi ha cariche elettive: «Si apre la fase due - ragiona Cassinelli - quella nella quale si deve lavorare per centrare degli obiettivi. Il partito va organizzato per affrontare le prossime scadenze elettorali, che siano le amministrative oppure le politiche. Ho pensato di costruire uno strumento che viaggi in maniera parallela agli organi: una consulta formata da esperti in vari campi che siano riconducibili alla nostra area politica, non per forza iscritti». Ma in un partito da costruire sono tantissimi i cantieri aperti, da un movimento giovanile che ancora è in affanno al desiderio di molti di congressi territoriali perché tutti possano misurarsi: «Eleggere direttamente chi deve guidarci sarebbe una bella cosa. È vero che a livello nazionale sembravano orientati per congressi entro dicembre ma credo che l’attuale situazione politica stia rallentando questa operazione». Così nel frattempo si va avanti con altri strumenti «perché è il momento di dare la scossa».