Parte da Roma la nuova An

Omar Sherif H. Rida

Allargare gli steccati di Alleanza nazionale. Proporre un nuovo progetto politico che indichi un percorso che parta da Roma per coinvolgere tutto il Paese. Stimolare un partito che ha bisogno di ripartire. Questi gli argomenti di cui si è discusso ieri in occasione del convegno «Ripartire da Roma. Le sfide della libertà», organizzato dall’Osservatorio Parlamentare di Federico Eichberg ed a cui sono intervenuti il deputato di An, Adolfo Urso ed il consigliere comunale Sergio Marchi.
Un seminario che ha seguito quello del 3 luglio scorso («Dal voto. Idee per cambiare») e che precede quello conclusivo di mercoledì prossimo all’Appia Antica Club («Sogno di una Italia di mezza estate»). Un appuntamento significativo quest’ultimo, spiega Marchi, «durante il quale verrà presentato un manifesto programmatico elaborato da un comitato promotore in cui figurano personalità di rilievo». I punti cardine del documento? Fornire le basi culturali per un laboratorio politico dagli obiettivi ambiziosi: analizzare le recenti sconfitte elettorali, rinnovare la classe dirigente, riannodare i fili del dialogo con il ceto medio. Il tutto nella prospettiva di un movimento unitario del centrodestra.
«Un progetto del genere - sottolinea Marchi - non può che partire da Roma, dove il centrodestra ha ottenuto un risultato inferiore alle attese nonostante abbia schierato un personaggio di rilievo e ben percepito come Alemanno. La sfida dei prossimi anni sarà quella di riuscire ad intercettare nuovamente quella parte di opinione pubblica che oggi sembra essersi allontanata». E per riuscirci, continua Marchi, «è necessario far breccia nell’attuale saldatura di poteri forti coagulatisi attorno alla sinistra, utilizzando argomenti forti per offrire risposte a quella maggioranza moderata che esiste a Roma».
Ripensare il modo di fare opposizione quindi per proporre un modello alternativo al Veltronismo. Un modello che non si limiti alla semplice denuncia, ma che tenga conto di una realtà complessa come quella capitolina e che punti, ad esempio, sul rilancio del sistema infrastrutturale e del turismo («con un atteggiamento propositivo anche su iniziative come la Notte Bianca»), sulla valorizzazione delle realtà e dei prodotti romani tipici.
«Dobbiamo prendere atto - ha concluso Urso - della fine del ciclo cominciato proprio nella Capitale nel ’92 con Gianfranco Fini ed Alleanza nazionale. Un progetto nato per andare oltre la destra ed intercettare quelle istanze cattoliche, liberali, nazionali e che ha condotto il popolo di centrodestra ad avere una sua identità che prescinde anche dalla Cdl. Adesso An ha bisogno di lanciare una proposta che vada oltre se stessa, e deve farlo da Roma, dove tutto ebbe inizio».