Parte la scelta del fornitore di elettricità

Dal primo luglio si potrà scegliere da chi acquistare l’energia elettrica che si consuma in casa, secondo quanto prevede il decreto Bersani sulle liberalizzazioni, in linea con la direttiva comunitaria. Dal primo luglio del 2004 tutti i titolari di partita Iva potevano già scegliere il gestore più vantaggioso. Ora la scelta si apre anche ai residenziali. Nel nuovo ordinamento la produzione, l’importazione, la vendita e l’acquisto di energia elettrica sono attività libere e questo ha generato la graduale apertura alla concorrenza dei mercati elettrici. In Italia nel 2006 i consumi di energia elettrica sono cresciuti del 2,2% rispetto al 2005, per un domanda totale di 337,8 miliardi di kilowattora (dati Terna). Per i prossimi anni è prevista una crescita media del consumo pari al 2,5% annuo, e questo dovrebbe portare intorno al 2010 ad un consumo complessivo di 400 miliardi di kilowattora. La forte crescita della domanda di energia elettrica posiziona il nostro Paese come grande importatore: il 15% del fabbisogno complessivo viene importato dall’estero.
In Italia l’attività di acquisto e vendita all’ingrosso di energia elettrica ha una dimensione ancora limitata, in conseguenza della fortissima concentrazione delle fonti di approvvigionamento che determina un livellamento dei prezzi di acquisto. Il quadro complessivo italiano vede i prezzi dell’energia elettrica sensibilmente più alti (circa il 20% in più) rispetto alla media europea. Questo è da attribuirsi essenzialmente alla combinazione di diversi fattori tra cui l’elevato potere di mercato dei produttori, gli alti costi di produzione e le congestioni della rete di trasporto alle frontiere. C’è anche da aggiungere che il parco di centrali elettriche attualmente in uso è obsoleto e inefficiente. Però si sta assistendo alla convergenza tra mercato dell’energia elettrica e mercato del gas - un fenomeno sempre più marcato - che consentirà di sostituire gli impianti esistenti con altri all’avanguardia, soprattutto con i cosiddetti impianti di cogenerazione a ciclo combinato che utilizzano elevati volumi di gas per produrre energia elettrica a basso costo. A dare slancio a un settore ancora limitato dal lato dell’offerta contribuisce anche la creazione della «Borsa dell’energia» che ha imposto agli operatori l’acquisizione di nuove competenze e che comporterà, nel prossimo futuro, un ampliamento della offerta con prodotti finanziari.