Parte da Vulci il rilancio del «triangolo etrusco»

Il castello della Badia, la villa cosiddetta di «Vinicius», il criptoportico, le terme. Il belvedere da dove si scorge in lontananza, immersa nel folto degli alberi, la «Tomba François», il tumulo della Cuccumella, e un inconsueto panorama della Tuscia a perdita d’occhio.
Parte dal parco archeologico-naturalistico di Vulci, in provincia di Viterbo il progetto di rilancio turistico dell’Etruria che ha visto ieri per l’occasione, il vicepremier e ministro per i beni culturali, Francesco Rutelli, in visita nell’antica città con l’obiettivo di perseguire il rilancio del «triangolo etrusco» con a capo Vulci, Tarquinia e Tuscania. Tra i progetti per la riqualificazione della zona, il ministro ha previsto la stipulazione di accordi con le compagnie crocieristiche che fanno scalo a Civitavecchia dove, ogni anno, arrivano un milione di turisti, provenienti soprattutto dal Nord Europa, dove c’è una vera e propria mitologia degli etruschi. «Dobbiamo far diventare il triangolo Vulci-Tuscania-Tarquinia il punto d’attrazione per una quota consistente del milione di turisti che ogni anno sbarcano nel porto di Civitavecchia. Dobbiamo fare ogni sforzo affinché quest’area sia inserita nei circuiti turistici che hanno, ed avranno sempre più, Civitavecchia come punto di partenza».
Ad avviso di Rutelli per la rivalutazione del «triangolo» sono necessari tre grandi interventi: collegamenti efficienti e rapidi con le grandi vie di scorrimento, un’opera di divulgazione del patrimonio storico-artistico a disposizione e una rete di strutture d’accoglienza che attualmente è pressoché inesistente. Un altro aspetto importante per il rilancio dell’Etruria meridionale riguarda il «ritorno a casa» degli affreschi della «Tomba François», di proprietà da secoli della famiglia Torlonia. «Dobbiamo aprire un negoziato con i proprietari» ha affermato il ministro, sottolineando che «non possiamo disporre dei soldi pubblici con leggerezza, ma sarebbe fondamentale riportare a Vulci gli affreschi François». I dipinti furono scoperti nel 1857 dall’archeologo Alessandro François nel sepolcro ipogeo che poi prese il suo nome. Asportati nel 1863, da allora sono visibili a Villa Albani soltanto agli studiosi e non al grande pubblico. Sulle risorse economiche necessarie c’è la disponibilità della Regione. «Tuttavia - ha aggiunto il ministro - dobbiamo essere realisti e prendere atto che le risorse a disposizione sono poche e le emergenze da affrontare tantissime».
Giulia Rodano, assessore alla cultura della regione Lazio, anche lei presente alla visita, ha reso noto che gli etruschi sono uno dei cosiddetti «attrattori culturali» individuati dalla Regione Lazio e che, in proposito, saranno stanziati 6 milioni di euro per la Tuscia Viterbese.