Partecipa alla tavola rotonda ma non per criticare il partito

Nessuna volontà di partecipare a una «fronda» o a una «corrente» interna al Pdl. Il consigliere regionale Graziano Falciani era presente alla serata organizzata da alcuni esponenti del centrodestra che hanno qualche «differenza di vedute» con la leadership regionale del partito e che spingono per un maggior «confronto» in linea con le posizioni di Gianfranco Fini. Però non ci sta a essere considerato una sorta di «carbonaro», né tantomeno di avere posizioni distanti da quelle che ispirano il Pdl a livello nazionale o ligure. Falciani ha preso parte, il 14 dicembre scorso alla tavola rotonda nel Palazzo della Provincia di Savona sul tema «Finanziaria e futuro», ma non per questo si sente legato o vicino alle posizioni degli organizzatori.
«Innanzitutto sono intervenuto al suddetto congresso ritenendo il relativo argomento particolarmente interessante, nella mia qualità di membro del consiglio regionale ligure e quale aderente e iscritto al Popolo della Libertà di cui condivido gli ideali e gli scopi e nel quale mi riconosco dalla sua nascita - puntualizza subito Falciani - avendo altresì piena ed immutata fiducia innanzi tutto nel suo ispiratore e vero fondatore, il nostro Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi, che considero un uomo politico ed uno statista di straordinaria capacità, nonchè nei suoi fedeli e sinceri collaboratori e dirigenti sia a livello politico che istituzionale, vuoi in sede nazionale che in sede della nostra regione ligure».
Parole nette per spiegare di non aver gradito l’accostamento del suo nome all’ipotesi di nascita di «correnti» interne al Pdl. Non giudica le scelte di Enrico Nan, Alfredo Biondi o Alberto Gagliardi (tanto per citare alcuni degli esponenti del Pdl che parteciparono a quell’incontro allo scopo di raccogliere «ed evitare la fuoriuscita dal partito», di qualche scontento) ma preferisce mettere solo in chiaro la sua posizione. «Per quanto mi riguarda mi dissocio quindi totalmente dalla interpretazione data da alcuni organi di stampa quando ipotizzano la mia partecipazione al sopra menzionato convegno come aderente o possibile aderente “a una sorta di corrente di seguaci del Presidente della Camera, pronta, chissà, anche a rompere col Pdl” - è la sua replica - Una frattura o scissione che personalmente riterrei una imperdonabile idiozia così come ritengo insensata e oggi un imperdonabile errore ogni iniziativa volta a contestare e contrastare in modo e con motivazioni varie, più o meno subdole, la positiva azione dell'attuale governo».