LA PARTENZA DALLA BASE DI VANDENBERG

Si completa la rete dei satelliti spia italiani. Ieri dalla California è stato lanciato con successo il terzo, Cosmo SkyMed-3, messo in orbita intorno alla Terra ad una quota di 600 chilometri da un razzo Boeing. Grazie ai suoi potenti «occhi» radar, in grado di setacciare la superficie terrestre sia di giorno sia di notte, indipendentemente dalle condizioni atmosferiche, potrà fornire immagini dettagliatissime, ad alta risoluzione, fondamentali per ruoli militari, ma con applicazioni civili e persino commerciali.
I primi due satelliti, lanciati a giugno e dicembre 2007, forniscono già oggi informazioni alle nostre truppe in Afghanistan e Libano e si sono rivelati preziosi strumenti di intelligence. Il terzo consente di completare la copertura e aumentare le foto scattate ogni giorno, che diventeranno 1.800 quando anche l'ultimo Cosmo sarà collocato in orbita, entro i primi mesi del 2010. Il sistema terrà d’occhio navigazione e inquinamento, servirà alla mappatura del terreno, al censimento degli immobili e delle risorse agricole, agli interventi in casi di calamità naturali. Le immagini del primo satellite, per esempio, sono già state utilizzate per coordinare i soccorsi in occasione del terremoto in Cina.
Il Cosmo SkyMed 3 è partito dalla base dell'Aeronautica militare di Vandenberg alle 19.28 locali, le 4.28 del mattino in Italia. Ora sta effettuando controlli e verifiche e dispiegando i pannelli solari, guidato dal centro di controllo di Telespazio, la società di Finmeccanica e Thales per i servizi spaziali. In tutto, per realizzare e lanciare i quattro satelliti, Thales Alenia Space, società partecipata da Finmeccanica, ha investito 1,2 miliardi di euro, stanziati dall'Asa, l'Agenzia spaziale italiana e dal ministero della Difesa.
I satelliti Cosmo SkyMed pesano quasi 2 tonnellate e hanno una vita operativa di almeno cinque anni. Grazie al radar di cui sono dotati sono in grado di distinguere oggetti molto vicini tra loro, anche meno di un metro. La «acutezza» dei sensori a fini militari è segreta, ma si parla di 70 centimetri.
Quando tutti e quattro i satelliti saranno operativi, terranno sotto controllo l'intero globo: sarà possibile passare su uno stesso punto almeno due volte al giorno, in particolare sul Mediterraneo, il Medio oriente, il Golfo. Le immagini sono inviate dallo spazio a due centri di raccolta a terra, uno civile ed uno militare, ma solo la Difesa utilizzerà al massimo dettaglio le capacità dei radar spaziali. Le foto scattate dai Cosmo sono fornite anche alla Difesa francese, che in cambio ci mette a disposizione quelle scattate dai suoi satelliti spia. Al programma partecipa inoltre l'Argentina, che acquisterà due satelliti analoghi ai nostri, per impieghi civili.
Ora che la costellazione è quasi completa le foto dei satelliti italiani potrebbero anche essere vendute a molti potenziali clienti stranieri, militari e civili. Lo stesso Pentagono sembra interessato. Per non parlare di quei Paesi, come Emirati Arabi o Turchia, che hanno già comprato o potranno comprare da Finmeccanica satelliti simili ai Cosmo. E le aziende italiane stanno già lavorando ad una seconda generazione di satelliti, ancora più sofisticati: i primi due costeranno 600 milioni di euro e potrebbero essere lanciati dal 2012.