Partenza vincente Ma l’Italia dei giganti si scopre piccola

Europei: thrilling al supplementare contro Nowitzki. E oggi la Russia

Oscar Eleni

Ci voleva cuore per rialzarsi, ci voleva un’interpretazione spregiudicata del copione per salvarsi, ma l’Italia ci è riuscita e adesso ci sentiamo tutti un po’ più leggeri, anche se resta una certa angoscia. Vince ai supplementari la partita d’esordio degli europei a Vrsac contro la Germania esaltata, ma anche tradita, dal suo Wunderdirk Nowitzki, mandando in un angolo i chiacchieroni, i cuori di panna, affidandosi al bello e ruspante. Marco Mordente, 26enne di Teramo, cresciuto a Milano dove non hanno creduto in lui, passato per Siena, maturato a Reggio Emilia, strappa il sudario dove l’Italia del basket si era avvolta facendosi seppellire dalla Germania, avanti anche 14 punti nell’ultimo quarto, guida la carica, esalta la difesa, libera Basile, consente a Galanda di essere il capobranco.
Dovevamo credere a quello che ci diceva Dino Meneghin: lui era contento di tutto il gruppo Italia, aveva capito l’ansia dei più sensibili, la confusione creata dalle bocche larghe, ma su uno avrebbe scommesso: Mordente. Perché ha trovato la sua maturità, lavorando come un mulo. Per avere il posto si è fatto i Giochi del Mediterraneo, per restare nei 12 allungava l’allenamento anche di mezz’ora.
Ieri a Vrsac quando tutto era diventato pappa, quando lo stato confusionale dei piloti, soprattutto Bulleri, ci aveva fatto mangiare il fegato alla fine del secondo quarto, sprecando un vantaggio di 10 punti, prendendo un parzialone fra secondo e terzo tempo di 34-14 (da 36-26 a 50-60), Carlo Recalcati ha pensato che le parole sudore e determinazione non dovevano essere soltanto ordini soffiati al vento. Serviva gente con dentro qualcosa. Meglio Mordente di Pozzecco e Bulleri, meglio Galanda nella tonnara sotto canestro, meglio chiedere a Basile di andare a cercare il libretto del suo famoso basket ignorante per aprirlo davanti agli occhi del Nowitzki senza resistenza, partito male, arrivato nel cuore della sfida da protagonista e poi svanito nel corpo a corpo anche quando davanti aveva Mordente, meglio puntare su Mancinelli che aveva fame di tutto, anche se non è stato sempre lucido, ma ha saputo mettere la faccia, i muscoli.
Con la Germania, rimontata alla fine dell’ultimo tempo, messa sotto di 5, ma poi riportata alla vita da Nowitzki e alla parità sul gong dal Roller considerato da tutti un mezzo giocatore, abbiamo ripetuto il film dell’europeo di Norkoepping nel 2003. Anche quella volta venivamo da una gita nell’orrido, ma da quel giorno i tedeschi, battuti di 2 punti, sono svaniti e l’Italia ha trovato gloria vera.
Mordente, Basile e Galanda con le unghie su una lavagna dove non esistevano più disegni logici, ma soltanto scarabocchi. Bruciato dall’emozione Calabria, impalpabile Righetti, separato dalla logica Pozzecco, senza consistenza Chiacig e Marconato che hanno lasciato la nostra area nelle mani del Femerling, bravo Soragna. L’Italia morde ai supplementari i tedeschi, vive pensando alla Russia che oggi ci dirà da che punto possiamo tornare a leggere il vecchio spartito: quello che più si adatta a certi giocatori, perché un conto è fare le cicale nelle amichevoli, un altro bruciarsi le dita su ogni decisione da prendere per il benessere collettivo, sapendo che gli altri ci conoscono e hanno studiato l’Italia da prosecchino più che da champagne.

Risultati: Gruppo A: Russia-Ucraina 86-74; Gruppo B: Croazia-Bulgaria 88-84, Lituania-Turchia 87-75; Gruppo C: Slovenia-Bosnia 74-65, Grecia-Francia 64-50; Gruppo D: Israele-Lettonia 74-65, Spagna-Serbia 89-70.