Particolarmente soddisfatto il presidente dell’Autorità portuale, Giovanni Novi, che aveva proposto la candidatura e avverte: «Bisogna mobilitare le istituzioni» Genova 2009, capitale mondiale dei porti La città scelta ieri a Shanghai come sede della

L’evento compreso nell’arco di una settimana avrà notevoli riscontri turistici e commerciali

Vito De Ceglia

È ufficiale: sarà Genova, nel 2009, a ospitare la più importante kermesse mondiale dei porti, promossa e organizzata dall'International Association Ports and Harbours (Iaph). La candidatura del capoluogo ligure - proposta il 9 marzo scorso, a Londra, dal presidente dell'Authority Giovanni Novi durante il meeting di Iaph «Region Europe-Africa» - ha ottenuto il via libera dal board dell'associazione riunito in questi giorni (dal 21 al 27 maggio) a Shanghai, dove si sta svolgendo la manifestazione internazionale, in programma ogni due anni (nel 2007 la sede sarà Houston).
Un evento che porterà a Genova il gotha dello shipping mondiale, come dimostrano i numeri che accompagnano il meeting: è prevista la partecipazione di 230 porti, rappresentati da 750-800 delegati. «Non c'è dubbio, sono contento che la scelta sia ricaduta su Genova. Ma già avevamo avuto dei segnali positivi - dichiara Novi -: il 28 aprile scorso, infatti, abbiamo ospitato la delegazione dell'Associazione mondiale dei porti. Sono rimasti entusiasti della nostra città. Nell'occasione il presidente di Iaph e vice presidente del porto di Rotterdam, Peter Struijus, aveva promesso che lo scalo olandese non si sarebbe candidato e che avrebbe sponsorizzato il capoluogo ligure. E' stato di parola».
Ora, Genova dovrà per forza organizzarsi per ospitare un evento di tali dimensioni. «C'è tutto il tempo per preparare il meeting nel migliore dei modi - sottolinea Novi -. L'Authority si farà promotrice di incontri con le istituzioni locali e nazionali, con le associazioni dei commercianti e degli albergatori per accogliere i numerosi delegati, molti dei quali non conoscono la nostra città. Resteranno una settimana, quindi si tratta di un business importante, che deve essere sfruttato al massimo e che riporta Genova ai vertici dello shipping mondiale».
Di sicuro, l'appuntamento del 2009 rappresenta un banco di prova, l'ennesimo, per la città più volte accusata di non essere «troppo accogliente» nei confronti degli stranieri. Dopo il boccone amaro inghiottito durante le celebrazioni di «Genova, capitale europea della cultura», quando il terminal crociere era desolatamente vuoto, l'auspicio è che tra quattro anni la città ritrovi il traffico crocieristico perduto in favore di Savona e di altri porti. Ma soprattutto ritrovi quell'appeal turistico che, esclusa la fugace parentesi del 2004, è da sempre oscurato dalle destinazioni storiche come Napoli, Firenze, Venezia e Roma.
L'obiettivo, quindi, deve essere quello di invertire la tendenza, che, a più riprese, ha messo a nudo i limiti turistici di Genova, meta sconosciuta oltreoceano come dimostrano le esperienze di molti crocieristi e di uomini d’affari nordamericani, i quali approdano sotto la Lanterna ma preferiscono dirigersi all'Outlet di Serravalle senza lasciarsi sedurre dalle bellezze architettoniche della città.

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