La partita dei coordinatori regionali: si tratta ancora sul rapporto 14 a 6

RomaLa nuova mappa del potere interno al Pdl non è ancora nero su bianco, ma ormai da settimane i vertici di Fi e An sono al lavoro nel tentativo di far sintesi. Già, perché dopo il Congresso fondativo del Pdl che Verdini ha annunciato per metà marzo, il primo passo sarà quelle di unificare i coordinamenti regionali. Dai due coordinatori di oggi (uno di Fi e uno di An), si dovrà passare a uno solo.
Così in queste ore si sta riproponendo l’ormai nota questione delle quote. Secondo gli accordi, infatti, l’equilibrio di forze interno al Pdl prevede che il 70% dei posti vada a Forza Italia e il 30 ad An. Il punto, però, è come leggere i numeri, viso che il partito di Fini chiede sei coordinamenti regionali (cioè il 30% dei venti totali) mentre Forza Italia guarda soprattutto al peso elettorale delle singole regioni che ovviamente non possono essere messe tutte sullo stesso livello. Per dirla con le parole di un ministro azzurro, «una cosa è il Veneto e un’altra la Valle d’Aosta... ». Così, i vertici dei due partiti hanno già iniziato a buttare giù una mappa di massima. Con alcuni punti fermi: Lombardia e Veneto avranno certamente un coordinatore che viene da Forza Italia, così come Sicilia e Puglia. Mentre ad An andrà sicuramente il Lazio, a cui tiene molto Alemanno.
La mappatura di cui si sta discutendo prevede anche che il partito di Fini prenda una o due delle regioni rosse (Emilia-Romagna e Marche, mentre Toscana e Umbria dovrebbero andare in quota Forza Italia), anche se la partita marchigiana è ancora aperta. Avrà un coordinatore di provenienza azzurra, invece, la Liguria mentre la Calabria è per il momento in quota ad An. Che ha chiesto espressamente una delle tre grandi regioni del Nord e visto che Verdini non è intenzionato a cedere né la roccaforte lombarda né quella veneta, la soluzione che si sta profilando è che al partito di Fini vada il futuro coordinatore del Piemonte.
Ancora in ballo, invece, il Friuli-Venezia Giulia e le restanti regioni, decisamente meno allettanti dal punto di vista del peso elettorale. Nel tira e molla, infatti, saranno collocate a seconda di come si chiuderanno le partite che riguardano i coordinamenti regionali più pesanti. Una questione della quale alla fine dovranno probabilmente occuparsi direttamente Berlusconi e Fini, nonostante il Cavaliere non faccia mistero con i suoi di non amare molto la materia. «Perdere tempo su queste cose - diceva qualche giorno fa - è un cosa che non sopporto... ».