È partita l’offensiva di prodotto dopo New Twingo tocca al Suv

Il manager: «C’è sempre uno specialista pronto a offrire ciò che il cliente chiede»

La sicurezza è diventata negli ultimi anni una motivazione sempre più importante all’acquisto o meno di una vettura. E in misura maggiore rispetto ai privati, gli utilizzatori professionali che fanno un intenso uso delle auto aziendali e quanti le acquistano per loro sono molto sensibili a questo argomento.
È gioco facile, quindi, per Renault, far valere in questo campo i meriti acquisiti in oltre mezzo secolo di grande impegno e sostanziosi investimenti nella ricerca e nello sviluppo delle migliori tecnologie per la prevenzione e la protezione dagli incidenti. Un approccio integrato, che coinvolge la progettazione di ogni aspetto delle vetture e prevede lo svolgimento delle più severe prove (oltre 10mila solo quelle di crash condotte sinora) è la ricetta che ha fatto di Renault un punto di riferimento. Solo la casa francese può vantare tante stelle quante ne hanno ottenute i suoi modelli nei test EuroNcap: cinque Mégane berlina, Scénic, Espace, Modus, Clio e Vel Satis, quattro Kangoo e la nuova Twingo. E un ottimo risultato è atteso dalla nuova Laguna, che tra l’altro anticipa ancora una volta i tempi offrendo per prima un sensore di impatto a doppio stadio che fa scattare i sistemi di protezione degli occupanti a velocità doppia rispetto a quella usuale. L’ultima nata in casa Renault si candida a una posizione d’eccellenza anche in un altro campo, quello del contenimento dei consumi e quindi del rispetto dell’ambiente, la cui importanza cresce giorno dopo giorno. Una punta di diamante nella gamma della nuova berlina francese è infatti la versione 1.5 dCi con motore turbodiesel da 110 cavalli che consuma in media solo 4,9 litri di gasolio ogni 100 km ed emette appena 130 g/km di Co2, cioè meno di qualunque altra rivale diretta. Queste credenziali, la fabbricazione in uno stabilimento certificato a consumo minimo di risorse energetiche e la riciclabilità del 95% delle sue componenti, inseriscono a pieno titolo la Laguna 1.5 dC1 nel gruppo dei modelli che si fregiano dell’etichetta Eco², varata recentemente da Renault per identificare e promuovere proprio le vetture a minore impatto ambientale, ecologiche e nello stesso tempo economiche perché sobrie e finanziariamente accessibili. Lo stesso motore 1.5 che equipaggia Laguna conferma le proprie doti (4,5 litri ogni 100 km e 120 g/km di Co2) nella variante da 105 cavalli che equipaggia Mégane, a dimostrazione che attraverso il downsizing, cioè la riduzione di cilindrata, si può migliorare l’efficienza energetica senza penalizzare le performance. L’altra via economicamente praticabile alla riduzione delle emissioni di gas serra passa secondo Renault per i biocarburanti (etanolo e biodiesel). Quest’ultimo può essere miscelato al gasolio per alimentare i furgoni Trafic 2.0 e Master 2.5 dCi, che tanto apprezzamento riscuotono fra i gestori di flotte aziendali. Su questo versante, inoltre, già dal 2008 sono attesi sviluppi anche sulle vetture.